TARQUINIA - Anche la seconda convocazione è stata un buco nell’acqua. Niente da fare per il consiglio dell’Università Agraria di Tarquinia saltato anche venerdì pomeriggio, nella seconda chiama, con la maggioranza che ha lasciato soli il presidente dell’ente di via Garibaldi Alberto Tosoni e il presidente del consiglio di amministrazione Maurizio Perinu.

Immediate le reazioni delle forze politiche: «Maggioranza se ci sei batti un colpo», commentano dal Partito democratico. Il Pd ricostruisce le tappe di quanto accaduto poi chiede le dimissioni di Tosoni: «Il bilancio dell’ente non viene approvato in commissione; nonostante questo, e in vista del consiglio, l’amministrazione pubblica una entusiastica dichiarazione il 13/12/2023, delineando risultati e traguardi, una situazione patrimoniale con tanto di utile. Ma allora ci chiediamo, perché il 14 e 15 dicembre, addirittura in seconda convocazione, il consiglio non riesce a costituirsi e approvare il bilancio? - incalzano dal Pd - Dal canto nostro e con senso di responsabilità nei confronti dei cittadini che hanno espresso nei nostri confronti un mandato ad amministrare un bene pubblico, abbiamo partecipato come opposizione alla convocazione del 14, rimanendo sconcertati dall’assenza di 11 dei 13 componenti della maggioranza che dovrebbe amministrare un patrimonio collettivo importante come quello dell’Università Agraria di Tarquinia. Peraltro i due unici presenti della maggioranza erano il presidente Alberto Tosoni e il presidente del consiglio Maurizio Perinu, insomma, due che proprio non potevano mancare (almeno loro!)»

«Avremmo votato contro l’approvazione di un bilancio che a nostro avviso non risponde e non pianifica il futuro dell’ente - aggiungono dal Pd - ma abbiamo inteso comunque presentarci e rappresentare. Dopo ciò che è accaduto, ci sembra ovvio e improcrastinabile che il presidente Tosoni debba prendere atto che la cronaca, i fatti, le assenze di quella che fu la sua maggioranza, ne impongano le dimissioni. Crediamo inoltre che i fatti impongano una seria riflessione sul futuro e le modalità di amministrazione di questo ente».

«Mai come questa volta, dopo le numerose defezioni dei consiglieri dell'Agraria alla seduta del consiglio - sottolineano dall’Udc - si è evidenziata la carenza di capacità e forza politica del presidente dell'ente Alberto Tosoni. Inutili e a dir poco superflui gli articoli pubblicati nei giorni scorsi in merito al lavoro dallo stesso svolto, atti ad evidenziare l'impegno protratto dallo stesso, elargendo gli importanti risultati amministrativi dell'ente».

«Ma cosa è successo? - si domandano gli esponenti dello scudocrociato - I comportamenti parlano più di tante parole; infatti, di fronte alla maggior prova di fiducia politica, quale l'approvazione del bilancio previsionale 2024, il castello di carta del presidente si sgretola inesorabilmente, mettendo in luce tutto il "nulla" sul quale si regge il suo operato. Non può pertanto passare inosservata la flebile capacità politica del principale rappresentante dell'ente agrario con un risultato a dir poco imbarazzante, dove la sua maggioranza ha palesemente dimostrato un assenteismo corale, soprattutto in un momento così importante. Chiara e netta la risposta dei suoi consiglieri. La storia come è giusto che sia, decide inesorabilmente i vincitori e i vinti. In questo appuntamento il presidente Tosoni non potrà che schierarsi tra i secondi».

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