CIVITAVECCHIA – Un tentativo di svolta concreta per gli autori locali e per la qualità degli eventi culturali in città. Il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Luca Grossi, ha protocollato una mozione per modificare il regolamento sulla concessione della sala conferenze della Biblioteca comunale e delle aule pubbliche comunali, introducendo deroghe che consentano firmacopie e vendite occasionali di libri da parte degli autori durante le presentazioni culturali.

«L’attuale disciplina, che vieta espressamente queste attività, è irragionevole, penalizzante e anacronistica – ha spiegato il capogruppo azzurro – una norma che non ha nulla a che vedere con la realtà del mondo editoriale e che finisce per depotenziare gli eventi culturali, renderli meno attrattivi e danneggiare concretamente chi produce cultura, colpendo soprattutto gli autori locali». La proposta impegna Sindaco e Giunta a chiarire in modo definitivo che firmacopie e vendite dirette, limitate esclusivamente alle opere presentate durante l’evento, senza carattere continuativo e nel rispetto delle normative fiscali, non costituiscono attività commerciali, ma sono parte integrante della promozione culturale. Il tutto senza alcun onere aggiuntivo per l’Amministrazione. La mozione estende questo principio non solo alla Biblioteca comunale, ma a tutte le aule e agli spazi pubblici comunali destinati alla cultura, prevedendo anche l’aggiornamento dei regolamenti e della modulistica per eliminare ogni ambiguità e ogni ostacolo burocratico.

«È assurdo che nel 2026 a Civitavecchia si debba ancora discutere se un autore possa firmare e vendere il proprio libro durante una presentazione culturale in uno spazio pubblico – ha aggiunto – è una prassi normale in biblioteche, scuole e università di tutta Italia. Qui invece viene trattata come un problema». Secondo il capogruppo di Forza Italia, questa modifica permetterebbe di incentivare la lettura, sostenere la produzione editoriale, rafforzare il rapporto tra cittadini e mondo culturale e rendere gli spazi pubblici realmente vivi e utili alla comunità.

«Una città che vuole dirsi culturalmente attiva non può trattare gli autori come un fastidio, ma deve riconoscerli come una risorsa. Sono convinto – ha concluso – che la maggioranza approverà la mozione e renderà possibile i firmacopie».