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TOLFA - Dopo le dimissioni dell’ex presidente Onori e lo scioglimento del precedente CdA, il nuovo consiglio guidato da Bruno Vecchioni è, secondo la minoranza, espressione legittima dell’assemblea dei delegati. Critiche a chi «invoca il tanto peggio, tanto meglio» e apprezzamento per il clima di collaborazione instaurato nell’assemblea. Il gruppo di minoranza dell’Università Agraria di Tolfa interviene nel dibattito politico che si è riacceso nelle ultime settimane attorno al futuro dell’Ente. Al centro della presa di posizione c’è la legittimità dell’attuale Consiglio di Amministrazione e il rifiuto della tesi secondo cui sarebbe necessario tornare al voto. Secondo la minoranza, non esiste "alcun ribaltamento del risultato elettorale né alcuna anomalia nella composizione degli organi attualmente in carica". L’attuale CdA, spiegano "è il frutto della volontà dell’assemblea dei delegati, considerata l’organo supremo poiché eletta direttamente dagli utenti". Per questo motivo, la compagine oggi alla guida dell’Ente si considera pienamente legittimata ad amministrare. Il gruppo non risparmia critiche a quanti, nel dibattito locale, invocano elezioni anticipate o parlano di un cambio forzato di scenario. Secondo la minoranza chi cerca di alimentare tensioni e paventa scenari emergenziali «applica il principio del tanto peggio, tanto meglio» e danneggia sia la comunità sia l’Ente, che invece avrebbe bisogno di stabilità e programmazione di medio-lungo periodo. Nella ricostruzione proposta, la crisi apertasi nei mesi scorsi non sarebbe "il risultato di un improvviso cambio di equilibri, ma il culmine di una fase di ingovernabilità già in atto, inaugurata prima dalle dimissioni dell’ex presidente Onori e poi dallo scioglimento del precedente CdA. A provocare quella situazione, sostengono, sarebbero stati proprio alcuni dei soggetti che oggi invocano il ritorno alle urne, impegnati a sabotare la volontà collettiva in difesa di interessi e risultati personali. La minoranza sottolinea invece come l’assemblea abbia saputo reagire, trovando un nuovo assetto e un terreno comune. La figura del presidente Bruno Vecchioni viene citata come esempio di sintesi e di collaborazione: la scelta di distribuire deleghe rilevanti anche al di fuori del CdA viene letta come un tentativo di coinvolgere competenze e sensibilità più ampie, puntando su legalità, trasparenza e pari opportunità. Un passaggio significativo riguarda poi i dipendenti dell’Ente, definiti una risorsa insostituibile. Nella lettura del gruppo di minoranza, l’attuale gestione avrebbe ricucito un rapporto che, nel passato recente, era stato compromesso da scelte e metodi del precedente delegato alle risorse umane. La riconquista di un clima di lealtà e affidabilità viene considerata un risultato non secondario, soprattutto in un Ente che basa buona parte della sua operatività su personale tecnico e di campo. Guardando alle attività in corso, la minoranza delinea un quadro di lavoro già avviato: tavoli dedicati alle aziende agricole comunali, al settore idrico, al parco macchine, alle risorse umane, alla manutenzione delle strade rurali e delle infrastrutture aziendali, fino ai temi delle concessioni, del fida pascolo e degli assetti demaniali. Una ricognizione presentata come sintomo di una gestione che ha poco tempo a disposizione ma una visione operativa chiara. Nella parte conclusiva della nota, la minoranza ribadisce che l’Ente oggi guarda al futuro con un atteggiamento diverso rispetto ai mesi scorsi, facendo leva su una squadra giudicata efficiente, motivata e orientata al bene collettivo. Da qui il messaggio politico: non servono ribaltoni o campagne allarmistiche, ma continuità di governo e capacità di costruzione.
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