Roma, 16 feb. (Adnkronos) - "La digitalizzazione rappresenta un volano decisivo per efficienza, innovazione e produttività del sistema Paese, ma lItalia sconta ancora un significativo ritardo nelladozione dei servizi digitali e nello sviluppo delle competenze". È quanto ha dichiarato Paolo Boccardelli, rettore dell'università Luiss, intervenendo allevento dedicato alla trasformazione digitale e alle infrastrutture di connettività dal titolo: Fiber Switch On: laccesso al futuro è adesso presso lUniversità Luiss Guido Carli a Roma. "Oggi in Italia la percentuale di utilizzo delle infrastrutture a super connettività, superiori a un gigabit al secondo, è intorno al 25%, un dato molto al di sotto delle aspettative e delle potenzialità disponibili. A questo si aggiunge un tema di competenze: il livello di competenze digitali si attesta attorno al 44%, contro una media europea di circa il 55% e un obiettivo fissato dal piano europeo al 2030 pari all80%. Questo significa che siamo in ritardo non tanto nella disponibilità delle infrastrutture, quanto nella loro piena valorizzazione", sottolinea. Il nodo centrale, ha spiegato Boccardelli, riguarda la percezione del valore delle infrastrutture ad alta velocità: Perché cittadini e imprese ne colgano appieno il potenziale, occorre che siano disponibili servizi avanzati, semplici e realmente utili. Il Paese non ha ancora fatto abbastanza nella digitalizzazione dei servizi, a partire dalla pubblica amministrazione, ma anche nellintero tessuto economico e produttivo. Negli ultimi anni, anche grazie al Pnrr, si è registrata unaccelerazione dellofferta digitale, con il Polo Strategico Nazionale come infrastruttura abilitante fondamentale per la transizione della Pa. Tuttavia, occorre compiere un passo ulteriore. Per Boccardelli serve il coraggio di realizzare uno switch-off anche nei servizi, superando le modalità tradizionali e passando a una logica digitale nei rapporti tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Un percorso che deve essere accompagnato da un forte investimento nellassistenza e nella formazione, soprattutto per le fasce più fragili, affinché la digitalizzazione diventi una reale leva di sviluppo per lItalia.