E’ a disposizione dell’autorità giudiziaria la salma di Abdullah Atik, il 26enne turco, trovato morto giovedì nella sua cella a Mammagialla. Non è escluso che la Procura possa disporre degli accertamenti per sgomberare ogni dubbio sulla morte.

Secondo quanto si è appreso, il giovane si sarebbe impiccato alle sbarre mentre il suo compagno di cella, detenuto lavoratore, era fuori.

Quando è stato dato l’allarme per lui non c’era già più nulla da fare.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della squadra mobile per gli accertamenti di rito.

Abdullah Atik era stato arrestato il 3 settembre insieme a un amico, Baris Kaya, di 22 anni, a poche ore dal Trasporto della Macchina di Santa Rosa in un b&b a ridosso del convento della santa. I due erano stati trovati in possesso di pistole e mitraglietta. Sul momento si era pensato che stessero per compiere un attentato terroristico, poi l’allarme è rientrato. Entrambi furono arrestati per traffico d’armi.

Sulla vicenda è intervento anche il garante dei detenuti, Stefano Anastasia, secondo cui Abdullah Atik «aveva una storia complicata» ed era quindi un detenuto fragile.