LADISPOLI – Avevano seminato il terrore per le vie del centro il 9 gennaio scorso. Dopo la rapina e la fuga in macchina, l’inseguimento della Polizia di Stato con tanto di sparatoria: alcuni colpi degli agenti erano stati esplosi in aria. Due gli arresti, peruviani rispettivamente di 36 e 25 anni. Il terzo bandito si era dileguato. A distanza di quasi un mese il più piccolo dei malviventi è già fuori dal carcere: ha l’obbligo di firma e di dimora nella sua città di residenza, ovvero Milano. L’altro è ancora nella casa circondariale di Civitavecchia in attesa di essere processato. Il furfante sottoposto ora ad un’ordinanza restrittiva più lieve e ha una sfilza di precedenti per furti, rapine e resistenza a pubblico ufficiale in diversi episodi delinquenziali compiuti nell’intero Stivale. Il connazionale in carcere quando si è presentato a Ladispoli era sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora a Torino, la sua città di residenza, per reati contro il patrimonio pubblico. E quindi ha eluso il provvedimento restrittivo. Chi vive nel quartiere Cerreto ricorda benissimo quei minuti concitati come se si trovasse all’interno di un set di un film d’azione. Erano da poco passate le 11 e molte persone si stano recando al supermercato per fare la spesa. Una volante del commissariato si trovava nei paraggi proprio per controlli di prevenzione contro furti e borseggi e ha notato quel viavai insolito di fronte all’attività commerciale, con la vittima che aveva chiesto aiuto alle forze dell’ordine. I giovani e spavaldi criminali, con precedenti penali, non avevano fatto i conti con la Polizia pur avendo già collaudato le tecniche di truffe e borseggi e specializzandosi pure nei furti nelle abitazioni e nei negozi. Uno dei due bloccati aveva abbandonato la Bmw in via Gaeta e aveva raggiunto la stazione per provare una inutile fuga col treno.

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