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ALLUMIERE - Ad Allumiere torna la tradizionale festa di Sant’Antonio Abate in programma dal 14 al 18 gennaio 2026: un evento che intreccia fede popolare, rituali ben radicati nella storia rurale locale e momenti di socialità. Si susseguiranno benedizione degli animali, spettacoli, degustazioni e riti religiosi che animeranno il paese coinvolgendo associazioni, allevatori, famiglie e bambini. La festa di Sant’Antonio Abate – patrono degli animali domestici e simbolo del mondo contadino – rappresenta per i borghi italiani un patrimonio rituale che resiste al tempo. Ad Allumiere, la ricorrenza assume un carattere particolarmente sentito, perché unisce la dimensione devozionale alla tradizione rurale che ha segnato per secoli l’identità del territorio. L’edizione 2026, organizzata dal Comune di Allumiere in collaborazione con l’Università Agraria, la parrocchia Santa Maria Assunta in Cielo e la parrocchia Nostra Signora di Lourdes, si svolgerà in collaborazione con il Comitato Festeggiamenti S. Antonio Abate. Nella parrocchia di allumiere con il parroco don Roberto Fiorucci alle 16.30 e in quella di La Bianca con il parroco don Fabio Casilli alle 17.30 è in programma il triduo per i giorni 14, 15 e 16 gennaio; un momento di raccoglimento che anticipa la festa e rimarca il legame tra spiritualità e vita comunitaria. Il primo momento centrale è fissato per venerdì 16 gennaio ad Allumiere: nella parrocchia Santa Maria Assunta in Cielo alle 17 sarà celebrata la Messa solenne in onore del Santo animato dagli Amici della Musica di Allumiere, seguita dalla tradizionale processione. Parteciperanno gli allevatori, il sindaco Luigi Landi ea ltri rappresentanti del Comune e dell’Agraria e tutta la comunità. La serata si concluderà con la cena sociale, occasione di convivialità che rappresenta uno dei tratti più identitari della festa. La giornata di sabato 17 gennaio è la più densa e folkloristica. Si partirà nel pomeriggio con due momenti molto attesi: alle ore 15 è prevista la benedizione dei piccoli animali; alle 15.30 seguirà la benedizione dei grandi animali, un rituale che rievoca il legame tra gli allevatori, la terra e Sant’Antonio Abate e che coinvolge numerose famiglie. Alle 16 spazio ai giochi popolari per bambini, mentre alle 17.45 è prevista un’antica tradizione fortemente simbolica: l’accensione della grande catasta di fascine e la benedizione del fuoco. Il falò, rito diffuso in molte culture rurali, rappresenta la purificazione, la protezione e l’avvio del nuovo anno agricolo. A seguire, degustazioni di prodotti tipici, tra ventresca, panonto e dolci, organizzate dal Comitato. Alle 18 spazio alla tombola con prodotti locali e alle 18.15 appuntamento al teatro dell’oratorio, con la compagnia locale impegnata nello spettacolo “Casa e Chiesa”, una breve ed eilerante commedia dialettale scritta da Luigi Del Frate e Achille Sgamma. La giornata si concluderà con la messa solenne a La Bianca e a seguire la processione e l’accensione del fuoco, l’estrazione della statua del Santo, e il tradizionale binomio vin brulé e cioccolata calda, allestito in un clima festoso e comunitario. 18 gennaio: benedizioni finali e chiusura della festa La festa si chiuderà domenica 18 gennaio con la Santa Messa e la benedizione di piccoli e grandi animali nella frazione La Bianca, ribadendo la centralità del rapporto tra uomo, natura e tradizione agricola. La festa di Sant’Antonio Abate ad Allumiere non è solo un evento religioso, ma un frammento di cultura viva: una memoria collettiva che mantiene legami con i valori del mondo contadino, con la tutela degli animali, con la socialità delle piazze e con la trasmissione intergenerazionale delle tradizioni. La presenza di giovani, bambini, associazioni, musicisti e compagnie teatrali rende evidente come la tradizione sia capace di rinnovarsi e parlare al presente. In un tempo in cui le comunità rischiano di perdere i propri riferimenti culturali feste come questa diventano presidi di identità e appartenenza.
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