LADISPOLI - Un buco nell'acqua. Così si può definire l'incontro tra i rappresentanti degli agricoltori che da oltre un mese stanno protestando in tutta Italia contro le politiche comunitarie e nazionali; e il ministero dell'agricoltura. Alle loro richieste sarebbe infatti arrivato il "no" da parte dei rappresentanti del Governo (all’incontro era presente il sottosegretario Giacomo La Pietra). «Continuano a prenderci in giro», ha tuonato il portavoce del presidio di Torrimpietra, Guido Marini.
«Da un mese chiediamo una cosa sola: il costo di produzione certificato e rispettato» ma da parte del Governo si continuerebbe solo a parlare di «Pac (politica agricola comune, ndr), di terre incolte (che imporrebbe agli agricoltori di mantenere a riposo il 4% dei terreni, ndr). E noi, siamo qui da un mese a chiedere sempre le stesse cose».

Ben quattro, ad oggi, i tavoli tra agricoltori e Governo. Tutti con esito negativo per una categoria che ormai da anni versa in condizioni sempre più critiche a causa delle norme sempre più stringenti, del rincaro dei prezzi e di guadagni pressoché pari allo zero. «Loro dicono che stanno lavorando per noi», ha aggiunto ancora Marini. Ma ormai, per gli agricoltori, che da quando sono scesi in strada ad oggi, non hanno visto applicare alcuna soluzione, né tantomeno accettare anche solo una delle loro richieste, quelle parole sanno solo di bugie. «Nel documento che ci hanno lasciato si parla solo di Pac». Nessun accenno invece al decreto legge che imporrebbe agli agricoltori di iscriversi a una organizzazione sindacale con la quale sarebbero poi obbligati a restare per almeno tre anni. Una situazione, dunque, che non accenna ad arrivare al punto di svolta, in positivo, per il comparto che non intende arretrare nemmeno di un millimetro.
«I presidi rimangono», ha sottolineato l'agricoltore ladispolano, Gianfranco Fioravanti. «Anzi, si rafforzano».

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