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CIVITAVECCHIA – «Grazie alla mobilitazione della collettività cittadina, alla raccolta di oltre 2.500 firme e alla sollecitazione della Soprintendenza da parte del Comitato "Salviamo gli alberi" e dell'associazione Forum Ambientalista, sembra che la Soprintendenza, anche sulla base della relazione agronomica inviata, abbia disposto la sospensione dell’intervento di abbattimento previsto per il 3 gennaio, per attivare un tavolo di confronto con l'Amministrazione e con un proprio agronomo di fiducia».
Inizia così una nota del comitato Salviamo gli alberi che interviene dopo lo stop al taglio dei Lecci di piazza Regina Margherita, inizialmente previsto per sabato 3 gennaio. Una forte mobilitazione collettiva di semplici cittadini e attivisti che ha riacceso i riflettori su una vicenda che sembrava ormai archiviata. Si parla del maxi progetto da quasi 3 milioni di euro di fondi Pnrr per il restyling della piazza dove insiste il mercato storico cittadino.
A ridosso delle festività natalizie l'area è stata cantierizzata e la ditta vincitrice dell'appalto per i lavori ha proceduto con lo smontaggio della fatiscente tensostruttura lasciando “libera” la piazza e i 16 lecci, permettendo a centinaia di cittadini di ammirarne la bellezza centenaria. Fatto che ha provocato una massiccia raccolta firme, seguita da una relazione di un agronomo scelto dal Comitato che ha messo in luce diverse possibili criticità.
Una mobilitazione che il Comitato definisce «un gesto collettivo di amore e responsabilità verso un luogo che appartiene a tutti. Gli alberi di Piazza Regina Margherita, che vale ricordare essere fisiologicamente sani, non sono semplici piante: sono testimoni silenziosi del tempo, custodi della memoria della città, parte integrante della nostra identità. Per questo il Comitato si sta attivando affinché i grandi lecci della piazza, una volta salvi, vengano riconosciuti come alberi monumentali. Per età, maestosità e valore paesaggistico, questi alberi rappresentano un patrimonio vivo che merita rispetto e protezione, oggi e per il futuro. Le leggi esistono per tutelare beni come questi, ma soprattutto esiste una coscienza collettiva che chiede di non spezzare il legame tra la città e il suo verde storico. La sospensione dei lavori apre uno spazio prezioso di ascolto e confronto. A breve Comune, Soprintendenza e, ci auguriamo, Comitato e associazioni, si incontreranno per cercare insieme una soluzione che consenta una rimodulazione del progetto che determini una riqualificazione della piazza, capace di migliorare senza cancellare, di innovare senza distruggere. Perché una piazza del centro quale quella dove insiste quello che viene definito con orgoglio da tutti "mercato storico", può rinnovarsi solo restando fedele alla propria anima, al suo disegno armonico, alla sua storia. Riuscire in questo sarebbe una vittoria della partecipazione, del dialogo e della cura. Noi – concludono -, dal canto nostro, continueremo a difendere gli alberi, il paesaggio e l’identità di Piazza Regina Margherita, convinti che proteggere il verde significhi proteggere noi stessi e la memoria dei luoghi che chiamiamo casa».
L'assessore ai Lavori pubblici Patrizio Scilipoti, interrogato sulla vicenda, ha spiegato che nei prossimi giorni si terrà un «incontro con la Soprintendenza che ci dirà quello che è giusto fare. Non possiamo decidere noi, si tratta di un progetto che abbiamo ereditato, insieme all'assessorato all'Ambiente di Stefano Giannini abbiamo voluto andare a fondo, ognuno ha fatto la sua parte, dal Sindaco agli Agronomi, ora sarà la Soprintendenza a dirci come procedere, attendiamo l'incontro».
Uno stop che, se da un lato rassicura comitati e associazioni, dall'altro va ad aumentare i disagi degli operatori del mercato, momentaneamente trasferiti tra piazza XIV Maggio e dintorni dell'ittico, con tempi che inevitabilmente vanno ad allungarsi e fondi del Pnrr che rischiano di sfumare.
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