CERVETERI – Danni alla Palude di Torre Flavia. La forza distruttiva del mare colpisce pure uno dei tratti più rinomati del Lazio che attraversa i comuni di Cerveteri e Ladispoli. Già nelle scorse settimane le associazioni ambientaliste avevano lanciato l’allarme, ora scende in campo il primo cittadino etrusco chiedendo interventi rapidi da parte degli organi sovracomunali. Sindaca che questa mattina mattina si è recata in Regione per incontrare l’assessore al Demanio, Fabrizio Ghera. «Le immagini non mentono – sostiene Elena Gubetti - il monumento naturale è a un passo dal punto di non ritorno. Le violente mareggiate degli ultimi giorni hanno devastato la spiaggia antistante, lasciando l'oasi senza alcuna protezione. Il rischio a questo punto è definitivo: se l'acqua di mare invade ancora di più la palude, l'intero ecosistema sarà perduto per sempre. L'intrusione salina ucciderà la flora rara e spazzerà via l'habitat vitale per gli uccelli migratori. Un patrimonio di biodiversità unico al mondo sta per essere cancellato dalla mappa». a qui l’appello alla Regione Lazio. «Il tempo dei tavoli tecnici e delle promesse è scaduto – prosegue il primo cittadino di Cerveteri - chiediamo un provvedimento d’urgenza immediato, delle barriere meccaniche subito per fermare l'avanzata delle onde verso lo specchio d'acqua dolce. Occorrono opere definitive per salvare questo patrimonio inestimabile prima che diventi solo un ricordo fotografico. La perdita di Torre Flavia sarebbe un fallimento istituzionale e ambientale senza precedenti. Il mare non aspetta la burocrazia». Gubetti rilancia: «Ho chiesto un sopralluogo congiunto con la Città Metropolitana di Roma Capitale per mettere immediatamente in moto un intervento in urgenza». Marevivo Lazio torna sull’argomento. «I comuni di Ladispoli e Cerveteri, insieme a Città Metropolitana – dice la referente Rita Paone - hanno il dovere di prendere provvedimenti a tutela della Palude che è sempre stata motivo di orgoglio per le amministrazioni e ora più che mai ha bisogno di fatti, interventi strutturali concreti come le barriere soffolte che si realizzeranno a tutela delle attività balneari». In questo progetto delle scogliere, che verrà avviato a Ladispoli ad aprile grazie ai 10 milioni della Regione, però al momento non rientrerebbe la Palude.

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