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CERVETERI - Un evento che sicuramente ha «elevato culturalmente la nostra città». Così il consigliere Salvatore Orsomando ha commentato l'evento di venerdì sera in Sala Ruspoli quando alla presenza di vari esponenti politici (anche della Regione Lazio) e cittadini, sono state ricordate con storie, anche toccanti, le Foibe per onorare le vittime e l'esodo giuliano-dalmata, «una delle pagine più dolorose e a lungo rimosse dalla nostra storia nazionale».
Ma come nasce l'iniziativa? Un po' per caso. «Da una gita a Sermoneta con la mia famiglia, dove, dopo pranzo durante una passeggiata siamo stati attirati da una vecchia chiesa, che successivamente ho saputo essere sconsacrata, intitolata a San Michele Arcangelo (che è il patrono di Cerveteri, ndr). All'interno - ha raccontato Orsomando - c'era un signore che stava smontando una mostra». Uomo che Orsomando ha scoperto essere «figlio di una esule istriana». E così da una conversazione con quell'uomo incontrato per caso durante una gita di piacere, è nata l'idea di onorare le vittime delle Foibe con un evento che potesse «mantenere accesa la fiammella del ricordo» e allo stesso «combattere chi si ostina a cercare di buttare nella dimenticanza» questo eccidio.


E col successo di ieri, questa iniziativa, si è dimostrata di grande livello grazie anche al dottor Massimo Magliaro che ha portato al convegno di giovedì il «padre della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, il senatore Roberto Menia «che ci ha dato la possibilità di ascoltare le sue parole, raccontando non solo alcune storie delle Foibe ma anche la sua personale».


Un evento, insomma che «ha elevato culturalmente la nostra città». E a dimostrarlo anche la vasta partecipazione della cittadinanza che «ha apprezzato questa iniziativa che noi come centrodestra (parlo dei consiglieri di opposizione, di tutta la coalizione di centrodestra) abbiamo realizzato grazie ad una collaborazione attiva».
Le iniziative, in ricordo del Giorno delle Foibe, proseguiranno ancora nei prossimi giorni, fino al 10 febbraio con il coinvolgimento anche delle scuole. E anche in quella occasione il dottor Magiaro «si prodigherà ad incontrare gli studenti». Obiettivo, ora, per i prossimi anni: ampliare le iniziative con l'obiettivo di «entrare in quelle coscienze che ancora sono all'oscuro di questi fatti». «Noi - ha concluso Orsomando - continueremo a raccontarli affinché restino nei cuori di tutti gli italiani».
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