LADISPOLI – Da una parte i controlli e le indagini per le discariche a cielo aperto che spuntano fuori ogni giorno, dall’altra le ruspe inviate da palazzo Falcone per rimuovere i rifiuti dai fossati e dai canali di scolo per scongiurare ulteriori allagamenti ed evitare pericoli agli automobilisti di passaggio. L’emergenza degrado scatta nella periferia ladispolana. E il comune cerca come può di correre ai ripari in via Primo Mantovani e nell’area della Palude di Torre Flavia, zona di grande valore ambientale ma anche particolarmente delicata dal punto di vista idrogeologico. «Questo intervento – annuncia Marco Pierini, assessore ai Lavori pubblici - fa parte di una pianificazione costante e attenta alla cura del territorio con l’obiettivo di garantire il decoro urbano, aumentare la sicurezza e prevenire possibili inondazioni, soprattutto in vista di eventuali precipitazioni intense. Gli incivili purtroppo continuano a gettare immondizia dove capita anziché recarsi nell’apposita isola ecologica. La pulizia delle cunette e dei canali rappresenta un’azione fondamentale per assicurare il corretto deflusso delle acque piovane e ridurre il rischio di criticità». Gli operai hanno estratto di tutto: sacchi dell’immondizia, ferraglie, plastica, rifiuti ingombranti. Materiali che ostacolano lo scorrimento dell’acqua che straripa allagando la carreggiata e, di conseguenza, favorendo pure l’aumento delle voragini sull’asfalto. Nuovi sopralluoghi intanto da parte dei volontari delle guardie eco-zoofile in viale Mediterraneo, al Cerreto, e soprattutto nelle frazioni agricole Boietto e Monteroni per le discariche a cielo aperto che si sono formate nella notte in via della Sorgente e via delle Casermette, zone cerchiate con il rosso per il degrado. «Ci siamo attivati per il solito servizio ambientale – commenta Piero Ciancamerla, referente delle zoofile di Farembiente Ladispoli - stavolta è andata bene a questi personaggi indegni, ma sono convinto che li individueremo. Per ora possiamo documentare che nel sacco c'erano tantissime tracce di un’attività commerciale che da poco ha eseguito dei lavori. Non ci fermeremo». A breve, si spera, dovrebbero entrare in funzione le prime fototrappole.

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