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CERVETERI – La città etrusca ci riprova e si accoda a Tarquinia e alle altre “colleghe” arrivate in finale per la selezione della Capitale Italiana della Cultura nel 2028. Nel 2021 non andò bene, vinse Parma, ma Cerveteri ora sogna di aggiudicarsi l’ambito titolo assieme a Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia, Tolfa, Allumiere e altre località. Dunque i cerveterani non mollano la presa e lo fa capire il primo cittadino. «Per noi è una notizia straordinaria essere in finale – dichiara Elena Gubetti, -, il tutto frutto di un grandissimo lavoro sinergico svolto con i comuni dell’Etruria Meridionale appartenenti alla rete Dmo Etruskey, che conferma e premia la bontà del percorso che nel corso degli anni abbiamo costruito in ambito culturale, nello spettacolo e nella promozione turistica». È stato il Ministero della Cultura, sul proprio sito, a pubblicare le dieci città pronte a contendersi lo scettro. Oltre al comparto di Tarquinia, le altre 9 sono Catania, Ancona, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Anagni per un derby laziale a tutti gli effetti. Cerveteri punta sui suoi tesori, su tutti la Necropoli e il Museo Nazionale Cerite. «Questo risultato – prosegue Gubetti – premia in modo particolare il lavoro portato avanti negli ultimi quattro anni attraverso la Dmo, che ha saputo mettere in rete territori e comuni della Tuscia meridionale, promuovendo le bellezze storiche, culturali e paesaggistiche. Un percorso che ha come fulcro il sito Unesco che Cerveteri condivide con Tarquinia, simbolo identitario e patrimonio di valore universale, attorno al quale è cresciuta una visione comune di sviluppo culturale e turistico». Ladispoli propone i suoi di gioielli, come Torre Flavia e il Castellaccio dei Monteroni. «C’è un grande lavoro alle spalle – ammette il primo cittadino, Alessandro Grando – e il fatto di essere arrivati alla finale è un motivo di grande orgoglio per noi. Sarebbe scontato elencare i nostri patrimoni, come la Palude collegata alla Torre e il Castello. Ladispoli non ha nulla da invidiare alle altre città italiane. È cresciuta tanto in questi anni. Si sono svolti eventi di caratura nazionale in estate, a Capodanno senza dimenticare la nostra splendida Sagra del Carciofo. E da qui al 2028 sono in balli anche altri progetti importanti che di volta in volta sveleremo».
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