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LADISPOLI – Non solo danni nell’entroterra e sull’Aurelia, specialmente nel tratto di Furbara. Anche la costa ne ha risentito in questi giorni con le spiagge divorate dalle mareggiate e con i rifiuti trascinati a riva dalla corrente. Plastica ma soprattutto canne e tronchi hanno invaso ampi tratti di arenile. E non è stata esentata la zona di Porto Pidocchio, sul lungomare nord. I pescatori anche ieri non sono potuti uscire con le rispettive barche. Già devono patire con l’insabbiamento del fondale marino che impedisce spesso le operazioni di alaggio e varo, quando poi si deve contrastare pure il degrado è davvero dura per i lavori dell’approdo professionale di via Marco Polo. «Abbiamo subito allertato le istituzioni – racconta un pescatore - che hanno iniziato a rimuovere la sporcizia che è davvero tanto e ci impedisce di lavorare». I colleghi confidano pure nell’inaugurazione dei nuovi box che sono stati ricostruiti dopo la tromba d’aria del 2016 che aveva devastato l’intero porticciolo che a breve cambierà anche nome, ossia San Giuseppe. Ma il taglio del nastro sarà anche per il Villagio dei Pescatori, si spera entro la primavera. Intanto preoccupa l’erosione. La forza distruttiva del mare registrata pure al centro in via Regina Elena. Gli ambientalisti di Torre Flavia lanciano invece l’ennesimo appello per salvare la Palude prima che sia troppo tardi.
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