PHOTO
CIVITAVECCHIA – Slitta al 1° luglio 2026 l’avvio delle Unità di rete “Tirreno Nord-1”, “Valli del Tevere-2”, “Reatino-7” e “Litorale Sud-10”. È quanto emerso dalla riunione istituzionale che si è svolta ieri in Regione Lazio con sindaci e rappresentanti dei Comuni coinvolti, convocata per illustrare le azioni di accompagnamento al nuovo modello di riorganizzazione del Trasporto pubblico locale coordinato da Astral. Al tavolo il direttore regionale Wanda D’Ercole, l’assessore alla Mobilità Fabrizio Ghera, l’amministratore unico di Astral Giuseppe Simeone e il presidente di Cotral Manolo Cipolla, insieme ai tecnici regionali, di Astral e dei Comuni. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso più condiviso dopo le criticità registrate con l’avvio delle prime due Unità. «Abbiamo deciso di posticipare l’avvio per consolidare un modello di partecipazione che metta il cittadino al centro» ha spiegato Ghera, annunciando incontri operativi nei prossimi giorni per raccogliere integrazioni e richieste dei territori. Simeone ha parlato di una riforma “profonda”, con l’impiego nei prossimi mesi di circa 800 nuovi autobus sul territorio regionale, senza variazioni nella produzione chilometrica prevista dai contratti.
Per Civitavecchia, inserita nell’Unità di rete 1, il rinvio rappresenta una boccata d’ossigeno, ma non certo un motivo per adagiarsi. «L’avvio concreto dal 1° luglio e non più a marzo – commenta l’assessore Piero Alessi – ci consente di lavorare meglio e con più tempo. È evidente che, con la partenza delle prime due Unità, si è compreso che il confronto preventivo con i territori era indispensabile».
Alessi fa poi un passaggio sulla specificità cittadina: «Civitavecchia ha numeri e servizi che la avvicinano a un capoluogo, esclusi però dalla riforma insieme al Comune di Roma. Porto, tribunale, ospedale e scuole superiori servono un bacino ampio. Dovremo contemperare tutto questo nel nuovo assetto».
I prossimi passi prevedono un confronto interno agli uffici comunali per proporre correttivi sui servizi minimi messi a gara, ritenuti non del tutto aderenti alle esigenze locali, e un nuovo incontro a breve con la Regione. La partita resta aperta, ma il rinvio offre margini per evitare gli errori già emersi altrove e cercare di costruire un avvio meno traumatico del nuovo Tpl.



