Formalizzato il ricorso contro la Regione Lazio per garantire la copertura finanziaria delle funzioni esercitate con continuità dal 2016 al 2024.

Al centro dell'azione, la tutela dei bilanci dell'Ente e la qualità dei servizi erogati a cittadini e imprese.

La Provincia di Viterbo ha depositato ricorso formale al Tar del Lazio.

L'azione legale - spiega l'ente in una nota - si è resa necessaria per ottenere l'annullamento parziale della deliberazione regionale n. 1139 del 27 novembre 2025 e per accertare il diritto al rimborso delle spese sostenute dall'ente di Palazzo Gentili per l'esercizio delle funzioni in materia di ambiente, energia e urbanistica.

"L'iniziativa - prosegue la nota - risponde a un preciso dovere di responsabilità amministrativa e contabile. Dal 2016 al 2024, la Provincia di Viterbo ha garantito con continuità lo svolgimento di queste funzioni essenziali – pur non classificate come “fondamentali” dalla Legge Delrio - per evitare l'interruzione di servizi pubblici cruciali per il territorio e scongiurare vuoti normativi.

Il ricorso si fonda su tre pilastri che evidenziano la necessità di tutelare l'operatività dell'ente.

La Provincia ha continuato a operare nei settori ambiente (es. rifiuti, bonifiche), energia e urbanistica, in assenza di un effettivo subentro della Regione, per evitare responsabilità civili e amministrative derivanti dall'inerzia.

Nonostante il lavoro svolto, la Regione Lazio ha negato il riconoscimento delle spese di personale per queste specifiche materie, sostenendo che esse esulino dal processo di riallocazione e dal Fondo istituito con la legge regionale n. 17/2023.

Le risorse anticipate dalla Provincia ammontano a oltre 3 milioni di euro (residui calcolati al netto degli acconti). Si tratta di una cifra che impatta direttamente sugli equilibri di bilancio e sulla capacità di programmazione dell'ente.

In merito all'azione intrapresa, interviene Alessandro Romoli, presidente della Provincia di Viterbo e presidente dell'Unione delle Province d'Italia:

«Questo ricorso non è un atto di contrapposizione politica, ma un doveroso passaggio istituzionale a tutela dell'ente che rappresenta e, di conseguenza, dei cittadini della Tuscia.

Come amministratori, abbiamo l'obbligo di garantire che ogni funzione esercitata – specialmente in settori delicati come l'ambiente e l'energia – sia supportata dalle risorse previste dalla Costituzione.

In qualità di presidente di Upi Lazio, sottolineo che la questione travalica i confini viterbesi: stiamo chiedendo l'applicazione del principio di corrispondenza tra funzioni svolte e risorse assegnate. Non possiamo permettere – conclude Romoli – che i servizi ai cittadini gravino su bilanci provinciali privi delle necessarie coperture strutturali. Il nostro obiettivo è fare chiarezza per garantire servizi efficienti e conti in ordine».

L'azione legale mira a ottenere il rimborso integrale delle spese sostenute ea stabilire un principio di certezza amministrativa.

La Provincia di Viterbo intende assicurare che il processo di riordino delle funzioni locali, avviato oltre un decennio fa, non si traduca in un onere insostenibile per gli enti di area vasta, ma si concluda con un assetto chiaro e finanziariamente sostenibile.