CIVITAVECCHIA – Nell'ultimo appuntamento della Rubrica, è stato affrontato il tema del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in maniera generale, cercando di capire cosa fosse e quali benefici concreti potesse portare. Nell’appuntamento odierno e in quello del prossimo mercoledì, ci concentreremo invece su ciò che il PNRR ha prodotto e sta producendo in città, almeno per grandi capi. È sicuramente un lavoro sinergico, che ha visto in azione non solo il Comune ma anche realtà quali Città Metropolitana, Autorità di Sistema Portuale e Ater ognuno con propri progetti ed obiettivi ma con scopi equivalenti: dare al “Sistema Civitavecchia” uno slancio necessario al suo sviluppo e decoro con interventi da concludere entro la fine del 2026. Risorse a sei zeri sono stati assegnati direttamente al Comune, a cui si aggiungono poi quelle ancora maggiori gestite da Città Metropolitana, ATER e Autorità di Sistema Portuale. Un mosaico di progetti che, se portato totalmente a compimento, segnerebbe un salto di qualità per i servizi, le infrastrutture e gli spazi pubblici. Sul fronte della digitalizzazione, ad esempio, con l’aggiornamento dei sistemi informativi del Comune e molti servizi on line disponibili per i cittadini, si sta centrando l’obiettivo di rendere la PA locale più veloce, trasparente e accessibile. Un altro settore su cui si sono invece concentrate le risorse di Città Metropolitana è stato quello dell’efficientamento energetico e della sicurezza degli edifici pubblici. Sono stati destinati fondi PNRR per interventi in tre istituti scolastici superiori, riguardanti la messa in sicurezza e la sostituzione infissi; adeguamenti impiantistici e miglioramento energetico; rinnovamento degli impianti e degli spazi didattici. Sono interventi che, seppur meno visibili delle grandi opere, hanno un impatto concreto sulla qualità degli ambienti frequentati da centinaia di studenti. Capitolo rilevante anche quello della rigenerazione urbana. Su tutti spicca il PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), co-finanziato con risorse PNRR e fondi regionali, con il quale si sta provvedendo alla riqualificazione di oltre 150 alloggi ATER nel quartiere San Liborio, con interventi su cappotti termici, impianti, sicurezza sismica e spazi comuni. Si tratta dell’investimento sociale più consistente – circa 17 milioni di euro - con l’obiettivo di migliorare vivibilità, efficienza energetica e decoro. Una parentesi decisamente importante è anche il capitolo delle opere portuali che ha visto protagonista la nostra Autorità di Sistema Portuale. Grazie ad un cospicuo finanziamento ottenuto tramite PNRR e Fondo Complementare, circa 120 milioni di euro, destinati allo sviluppo delle infrastrutture dello scalo, come il prolungamento dell’ante murale, l'apertura dell'accesso a sud per la separazione tra porto storico e porto commerciale ed il nuovo collegamento con il terminal crocieristico; l'importante progetto cold ironing, ovvero l'elettrificazione delle banchine, per abbattere finalmente parte delle emissioni inquinanti; gli interventi di sostenibilità ed i collegamenti interni, come il famoso "ultimo miglio ferroviario”. Niente male.
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