Nel 1953, l'industria aeronautica sovietica Mikoyan Gurevich fu incaricata di realizzare un caccia bisonico leggero, per contrastare un caccia statunitense recentemente sviluppato, l'F-104 Starfighter, che poneva la velocità al primo posto. Lo sviluppo di quello che sarebbe diventato il MiG-21 iniziò nel 1954 con il prototipo Ye-1; tuttavia, il primo esemplare con configurazione alare a delta fu il quarto prototipo, lo Ye-4, che effettuò il volo inaugurale il 16 giugno 1955.

Il MiG-21 era un caccia di notevole agilità e leggerezza, capace di superare due volte la velocità del suono e dotato di ali a delta caudato. Nella parte anteriore si trovava la singola presa d'aria, centralmente posizionata, che avvolgeva il cono al cui interno era alloggiato il radar. Il caccia era alimentato da un turbogetto Tumanskij R11F-300, il quale, con una spinta di 6000 kg, garantiva accelerazioni rapide e grande manovrabilità. L'armamento consisteva in un cannone Nudelman-Rikhter NR-30 da 30 mm e in due (in seguito quattro) missili, principalmente gli AA-2 Atoll.

Il MiG-21 si presentava, per certi versi, "spartano" rispetto ai caccia occidentali, ma compensava queste mancanze con una facilità di manutenzione che si traduceva in una maggiore disponibilità operativa dell'aereo. Fin da subito, il velivolo venne soprannominato dai piloti "Balalaika", in riferimento alla forma dello strumento musicale che ricordava il velivolo visto dall'alto. Gli americani, invece, gli attribuirono il nome in codice NATO "Fishbed".

Questo caccia è rimasto attivo per oltre 60 anni, servendo in almeno una cinquantina di paesi e partecipando praticamente a tutti i conflitti. Il primo a cui prese parte lo consacrò come un avversario temibile: la guerra del Vietnam. In questo contesto, il MiG si distinse per le sue capacità di dogfight e per la velocità supersonica (Mach 2).

Pilotato da vietnamiti, ma spesso da piloti russi, veterani della Seconda Guerra Mondiale, utilizzava tattiche di "hit-and-run" contro gli F-4 Phantom e gli F-105 Thunderchief, ottenendo un notevole numero di vittorie e contribuendo alla creazione di 16 Assi nordvietnamiti. Il pilota Nguyen Van Coc, con 9 abbattimenti (7 aerei e 2 UAV), si distinse come il Top Ace della guerra del Vietnam, poiché nessun pilota americano raggiunse più di 5 abbattimenti. In Vietnam furono impiegate principalmente varianti migliorate come il MiG-21PF e il MiG-21PFM, dotati di radar e missili a ricerca di calore Vympel K-13, noti come AA-2 Atoll, che operarono come intercettori per attacchi rapidi ad alta quota. Il Fishbed agiva in coppia, avvicinandosi rapidamente alle formazioni americane, lanciando missili e disimpegnandosi velocemente.

Il MiG inflisse pesanti perdite ai poco agili e appesantiti (dalle bombe) F-105 Thunderchief. Nel mese di dicembre 1966, i piloti dei MiG-21 della 921°FR intercettarono i "thuds" prima di incontrare gli F-4 di scorta, riuscendo ad abbattere 14 F-105 senza subire perdite. I piloti di F-4 Phantom ed F-8 Crusader riuscirono a controbattere al MiG, ma solo dopo che l'USAF e la US Navy introdussero specifici programmi addestrativi.

MiG-21MF 1/72 di Paolo Colaiacomo
MiG-21MF 1/72 di Paolo Colaiacomo

MiG-21MF 1/72 di Paolo Colaiacomo

Nel 1961 la EAF (Egyptian Air Force), ordinò i MiG-21 per rimpiazzare i precedenti MiG-17 e MiG-19 nel ruolo di caccia intercettore. Il MiG-21 sarebbe stato il principale caccia per l'Egitto per le due decadi successive. La propaganda egiziana ha accreditato al MiG-21 più del 97% delle vittorie aeree reali o rivendicate dall'Egitto nelle guerre tra Egitto e Israele tra il 1967 e il 1973 e quelle reali durante gli scontri con la Libia tra il 1977 e il 1979.

Nella guerra dei Sei Giorni, nel 1967, l'Egitto rivendicò 36 vittorie aeree sulla Heyl Ha'Avir (aeronautica israeliana) con i MiG-21, la maggior parte con i cannoncini. I numeri sono esagerati o comunque non confermabili, ma gli israeliani subirono comunque 12 perdite in duelli aerei.

Nel 1967, l'Egitto ricevette i nuovi e più avanzati MiG-21MF e, tra quell'anno e il 1970, l'aviazione egiziana rivendicò l'abbattimento di oltre 50 caccia israeliani, ottenuti esclusivamente con i Fishbed. Durante questo periodo, noto come "guerra d'attrito" o "guerra per l'Egitto", alcuni piloti egiziani di MiG-21 divennero assi: Ahmed Atif, il primo egiziano a abbattere un F-4 Phantom, Samir Mikael, Ali Wagdi e Hussein Samy.

Nella guerra del Kippur, nel 1973, gli Egiziani rivendicarono 90 caccia israeliani abbattuti e, il 12 dicembre 1973, si verificò l'ultima battaglia aerea. Nei cieli a nord del golfo di Suez, un MiG-21 egiziano abbatté un F-4 israeliano durante manovre in cui il MiG lanciò entrambi i suoi missili R-3s (AA-2 Atoll), danneggiando gravemente l'F-4, che fu poi distrutto con raffiche di cannone.

Durante gli scontri tra Libia ed Egitto nel 1977, sei caccia libici furono abbattuti da MiG-21 egiziani e, alla fine del 1979, un MiG-21MF, pilotato dal maggiore Mohammad, segnò l'ultimo abbattimento dell'aviazione egiziana: un MiG-23MS libico. L'aereo fu impiegato in guerra anche da Cuba, Angola, Etiopia e India. Quest'ultima ne fece un uso straordinariamente efficace durante la guerra indo-pakistana del 1971, abbattendo vari F-104 e infliggendo, con una serie di azioni devastanti, danni all'aeroporto di Dacca, che fu chiuso a causa delle bombe da 500 chili sganciate in picchiata.

Nell'agosto del 1999, due MiG-21 indiani abbatterono un ricognitore Breguet Atlantic pakistano, utilizzando missili R-60 o Matra R550 Magic. Durante il conflitto Iran-Iraq (1980-1988), il MiG-21 fu il caccia di punta dell'aeronautica irachena, impiegato principalmente per intercettazione, supporto tattico e attacco al suolo.

MiG-21PF 1/48 di Paolo Colaiacomo
MiG-21PF 1/48 di Paolo Colaiacomo

MiG-21PF 1/48 di Paolo Colaiacomo

Nonostante alcune vittorie aeree, tra cui l'abbattimento di un F-14 Tomcat iraniano nel 1983, il Fishbed soffrì a causa del suo raggio d'azione limitato e delle prestazioni inferiori rispetto ai caccia più moderni dell'IRIAF (F-14, F-4, F-5), oltre al fatto che i piloti iraniani erano meglio addestrati ed equipaggiati.

I MiG-21 iracheni decollarono anche durante l'Operazione Desert Storm nel 1991, ma furono regolarmente abbattuti dai caccia americani, in particolare dagli F-18 e F-15. Il Fishbed fu utilizzato anche dai serbi contro gli aerei NATO impegnati in Kosovo nel 1999, ma anche in questo caso, a prevalere furono i piú moderni F-15 ed F-16.

Nel 1972, parallelamente alle varianti MiG-21SMT e ST, venne sviluppata una revisione completa della cellula del MiG-21 attorno al nuovo motore Tumansky R-25, che prometteva un rapporto spinta/peso superiore a 1 con postbruciatore a pieno regime del secondo stadio, abbinato ad una cellula alleggerita. Il progetto risultante fu dotato di avionica aggiornata e altre modernizzazioni, come cannone interno Gryazev-Shipunov GSh-23L da 23 mm ed impiego di missili ampliato e fu denominato MiG-21bis.

L'ultima e più avanzata variante di produzione del MiG-21 fu il tipo 93 o MiG-21 Bison, nella versione modernizzata per l'India, introdotto negli anni '90 per estendere la vita operativa del caccia con avionica moderna, radar Kopyo e capacità di lanciare missili aria-aria a lungo raggio.

Il Mikoyan-Gurevich MiG-21 concluse il suo storico servizio operativo nell'Indian Air Force (IAF) il 26 settembre 2025. L'ultimo Fishbed, dopo 62 anni di servizio, fu celebrato con un addio formale, segnando la conclusione dell'era di uno dei caccia supersonici più longevi, con l'ultimo volo celebrativo presso la base di Chandigarh.

Il MiG-21 è stato il caccia prodotto in maggior numero dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con oltre 11.000 esemplari costruiti in tutte le versioni, incluso il cinese J-7. Nel complesso, il MiG-21 si è dimostrato un eccellente velivolo nel suo ruolo, evolvendosi nel corso degli anni e riuscendo a rimanere al passo con i tempi, dando del filo da torcere anche ad aerei ben più moderni; fino all'introduzione dei caccia di quarta generazione, che, con tecnologia ed armamento, hanno definitivamente segnato, il passaggio di testimone del Fishbed.