CIVITAVECCHIA – Una cattedrale gremita, il silenzio raccolto della preghiera, le fiaccole accese a rischiarare il sagrato come segno di una speranza che non si spegne. La Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia ha celebrato ieri la Festa della Madonna di Lourdes e la trentaquattresima Giornata Mondiale del Malato con una partecipazione intensa e corale, testimoniando una fede che si traduce in vicinanza concreta a chi soffre. La ricorrenza, particolarmente sentita dalla comunità diocesana, ha visto la presenza numerosa di fedeli, associazioni e volontari, con la cattedrale di Civitavecchia occupata in ogni ordine di posti. Il pomeriggio si è aperto alle 17 con la recita meditata del Santo Rosario nei Misteri gloriosi, un momento di profondo raccoglimento affidato all’intercessione della Vergine di Lourdes. Alle 18 la Celebrazione Eucaristica, presieduta da monsignor Cono Firringa, ha rappresentato il cuore della giornata. Nell’omelia il parroco ha richiamato il tema proposto per quest’anno: “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

Un invito chiaro e diretto a farsi prossimi a chi è nella prova, sull’esempio evangelico del Buon Samaritano, trasformando la fede in gesti concreti di cura e solidarietà. Un cammino che richiama anche la testimonianza di Bernadette Soubirous, capace di custodire intatta la propria fede nonostante interrogatori e scetticismi legati alle apparizioni. Significativa la presenza dell’UNITALSI diocesana e di numerose associazioni di volontariato impegnate quotidianamente accanto ai malati. La loro partecipazione ha dato un volto tangibile al messaggio della giornata, rendendo visibile quell’impegno silenzioso e costante che sostiene chi vive la fragilità della malattia. Al termine della Messa si è svolta la preghiera del malato, seguita dalla tradizionale fiaccolata. Le luci delle candele, accompagnate dal canto mariano, hanno illuminato simbolicamente il sagrato della cattedrale, esprimendo la certezza di una speranza cristiana che non viene meno neppure nel tempo della prova. La celebrazione si è conclusa in un clima di intensa spiritualità e partecipazione, confermando quanto la devozione alla Madonna di Lourdes e l’attenzione verso i sofferenti siano profondamente radicate nel cuore della comunità diocesana.