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CIVITAVECCHIA – I lavoratori del Liceo Guglielmotti, riuniti in assemblea sindacale il 30 gennaio 2026, denunciano una situazione di grave indifferenza e abbandono da parte di Città Metropolitana e dell’Ufficio scolastico regionale rispetto alle croniche carenze strutturali dell’istituto. Una condizione che, secondo il personale, non solo compromette il diritto allo studio, ma mette seriamente a rischio la sicurezza e l’incolumità di studenti e lavoratori.
Il problema principale riguarda la carenza di spazi, più volte segnalata anche attraverso gli organi collegiali. A fronte di un costante aumento delle iscrizioni, la struttura non è in grado di garantire aule e laboratori sufficienti. Una situazione che rischia di avere conseguenze dirette già dal prossimo anno scolastico: numerose famiglie delle scuole medie potrebbero trovarsi nell’impossibilità di iscrivere i propri figli nell’istituto di riferimento del territorio, con una evidente compressione del diritto allo studio. Già oggi, spiegano i lavoratori, la scuola è stata costretta a sacrificare alcuni spazi laboratoriali per assicurare a tutti gli studenti un’aula.
Accanto alla questione degli spazi, il personale denuncia una persistente mancanza di interventi da parte delle istituzioni, che periodicamente mette a repentaglio il regolare svolgimento delle attività didattiche e la sicurezza dell’intera comunità scolastica.
Numerose le criticità segnalate nella sede di via Adige: problemi alle uscite di sicurezza che hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, assenza di connessione internet da oltre un mese in tutto l’istituto, mancanza di Lim e dispositivi informatici in molte aule, oltre al mancato utilizzo di un bagno per gli studenti da più di un mese senza che siano stati effettuati interventi di riparazione.
La situazione non migliora nella sede di via dell’Immacolata, dove alla cronica carenza di aule e laboratori si aggiunge il non funzionamento di un bagno da oltre un mese. Particolarmente grave, sottolineano i lavoratori, la ricorrente mancanza di acqua nell’edificio, che dall’inizio dell’anno ha già provocato per tre volte il blocco della didattica e l’uscita anticipata degli studenti, alcuni dei quali erano già arrivati a scuola o stavano raggiungendo il plesso con i mezzi pubblici. A ciò si somma l’assenza di lavori strutturali di manutenzione, che nei giorni di pioggia ha causato infiltrazioni d’acqua in diverse aule e persino nell’aula docenti.
Quelli elencati, precisano i lavoratori, rappresentano solo “la punta dell’iceberg” di uno stato di inefficienza e abbandono che da tempo caratterizza la gestione dell’istituto. Le continue segnalazioni e richieste di intervento, denunciano, restano sistematicamente senza risposta, mentre problemi come la mancanza di spazi, la gestione delle iscrizioni e la sicurezza sono destinati a peggiorare se non affrontati in modo deciso.
Per questo motivo, l’assemblea del 30 gennaio ha deciso di rendere pubblica la denuncia, rivolgendosi non solo agli studenti e alle loro famiglie, ma anche all’intera cittadinanza di Civitavecchia e delle zone limitrofe, insieme a un richiamo diretto alle responsabilità dell’Ufficio scolastico regionale e di Città Metropolitana.
L’obiettivo è quello di poter un percorso di confronto e di mobilitazione di tutti i soggetti interessati al buon funzionamento della scuola pubblica sul territorio, affinché le criticità denunciate non restino ancora una volta inascoltate.



