CIVITAVECCHIA – La Uiltec Lazio esprime preoccupazione per la decisione governativa di destinare la centrale Enel di Civitavecchia alla riserva fredda, scelta che, pur rispondendo a esigenze di sicurezza del sistema elettrico nazionale, rischia di tradursi in uno stallo di prospettiva industriale e occupazionale per il sito e per il territorio.

«Come Uiltec, a tutti i livelli, abbiamo più volte rappresentato nei vari incontri istituzionali presso il Ministero e la Regione, a partire dal 2023, la necessità di una soluzione alternativa alla semplice messa in stand-by dell’impianto – spiegano dal sindacato - proponendo una conversione a gas come percorso coerente con le esigenze di sicurezza energetica e con una transizione realizzabile. Riteniamo che tale opzione avrebbe garantito tempi e modalità per un percorso sostenibile e di salvaguardia occupazionale e professionale, successivamente integrato con altre soluzioni come i sistemi di accumulo (Bess), l’eolico e il fotovoltaico, in linea con con gli obiettivi di transizione energetica. Come più volte ribadito – hanno aggiunto – anche dalla segreteria nazionale, la transizione energetica deve essere socialmente giusta, fondata sulla neutralità tecnologica e capace di coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e tutela del lavoro».

Uiltec Lazio chiede di riprendere i confronti con Governo e Regione per definire un percorso industriale chiaro, che eviti il progressivo depauperamento del sito di Civitavecchia e garantisca certezze ai lavoratori e al territorio.