CIVITAVECCHIA – Da domani, 3 febbraio, e fino al 19 maggio, ogni martedì, il Cans-Lans (Centro Archeologico Studi Navali), nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi”, ha organizzato un ciclo di conferenze scientifico-divulgative, dedicate all’Archeologia subacquea, navale e portuale. Sia la mostra che le 14 lezioni dedicate alla “Storia sul Mare e sotto il Mare”, patrocinate dall’Adsp del Mar Tirreno Centro Settentrionale, saranno tenute da ricercatori, archeologi subacquei, esperti, storici, tecnici, professori universitari, registi e soprintendenti di scavo sottomarino. Le conferenze che saranno ad ingresso libero avranno l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione dei cittadini e delle nuove generazioni il mare e il porto, riaccendendo i riflettori sul reale rapporto simbiotico che Civitavecchia ha sempre avuto con lo scalo marittimo. Il porto di Centumcellae con le sue navi, inteso come : porta verso nuovi orizzonti, abbraccio sicuro per le imbarcazioni, volano economico –sociale e storico- monumentale, vero motivo d’esistenza della Città, motore e depositario di tradizioni legate alla sapienza antica nel saperlo costruire, organizzare e gestire. Gli antichi romani sapevano bene l’importanza dello scalo di Centumcellae e le numerosissime rovine lo testimoniano. La prima conferenza intitolata “ Oltre il Tevere, la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” partirà martedì 3 febbraio e sarà tenuta dall’archeologo Luca Mocchegiani Carpano, figlio del noto Claudio Mocchegiani Carpano, classe 1941, archeologo subacqueo esperto che si immerse oltre che nel mare anche nel Tevere e sotto i canali idraulici del Colosseo. Considerato tra i padri fondatori dell’Archeologia subacquea italiana fu fondatore ministeriale dello STAS, Servizio Tecnico per L’Archeologia subacquea. La lezione, ospitata nella sala conferenze di Molo Vespucci, verterà su come le merci, in antichità, in tre giorni di viaggio risalivano le stazioni tiberine con le “naves caudicariae”, dal sistema portuale “ostiensis” a Roma.

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