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Continua a tenere banco a Civitavecchia la querelle sugli spazi acqua della piscina comunale di via Maratona, dopo le prese di posizione pubbliche della Nautilus, che nei giorni scorsi aveva denunciato sui social una presunta situazione di “figli e figliastri” da parte di Comune e Coser, gestore dell’impianto attraverso l’Ati Maratona. Alle Pec rese pubbliche dalla società di pallanuoto femminile, arriva ora la replica dei gialloblù, che affidano al presidente Fabio De Santis la ricostruzione dei fatti.
«Non c’è nessuna polemica – chiarisce De Santis – il mio intervento nasce come risposta a un articolo, non come attacco a una società. I fatti però vanno raccontati per quello che sono». Secondo il presidente della Coser, gli spazi acqua sarebbero stati messi regolarmente a disposizione del Comune, come richiesto: «Abbiamo documentato tutto tramite PEC. Abbiamo dato disponibilità il martedì, mercoledì, venerdì e sabato sera per le società locali. Inoltre, a seguito di una richiesta specifica della Nautilus, avevamo indicato anche due corsie alle 6.30 del mattino, due volte a settimana».
Una situazione che, secondo De Santis, non è poi evoluta: «C’è stata una riunione in Comune affinché le società trovassero un accordo per dividersi gli spazi acqua. So che non si è conclusa positivamente e noi siamo rimasti a quanto già comunicato. Per questo ci ha sorpreso leggere accuse di arbitrarietà o favoritismi: la Coser ha sempre agito nell’interesse dello sport, senza svantaggiare nessuno».
Il presidente sottolinea anche di aver chiesto espressamente di non essere la parte incaricata di distribuire gli spazi: «Abbiamo detto chiaramente al Comune che non volevamo essere noi a dividere gli spazi, perché parti in causa. Gli spazi sono stati consegnati e sono tuttora disponibili». Al momento, l’unica società ad aver formalizzato un accordo è stata la Nc: «È l’unica che si è presentata in impianto e oggi si allena regolarmente negli spazi concessi».
De Santis riconosce i disagi vissuti dagli atleti, ma individua un problema più ampio: «Il vero nodo dello sport a Civitavecchia è la chiusura dello Stadio del Nuoto. Anche noi siamo in difficoltà: quattro volte a settimana andiamo ad allenarci a Roma, con cinque ore fuori casa tra viaggio e allenamento. Questo disagio va affrontato cercando soluzioni, non alimentando polemiche sui social».
La chiusura è netta: «La Coser è e sarà sempre dalla parte dello sport. Non facciamo discriminazioni e siamo a disposizione di tutte le società. Ma certe questioni andavano risolte sul campo, nella piscina di via Maratona, non su Facebook».
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