TARQUINIA - Le forze politiche d’opposizione contestano la decisione dell’amministrazione Giulivi di revocare i terreni dati in concessione all’istituto Cardarelli.

«Un'amministrazione comunale per il nostro paese priva di qualsiasi forma di confronto e di dialogo - sottolineano Gino Stella e Arianna Centini dell’Udc - che ha portato e sta ancora portando avanti una infinita serie di dinieghi». «In particolare - sottolineano gli esponenti dello scudo crociato - non ultimo per importanza ma per cronologia, la mancata proroga alla concessione relativa ai terreni dell'istituto Cardarelli sezione Agraria di Tarquinia. Ecco, nel numeroso elenco dei no mancava solo quello rivolto agli studenti. L’enigma che non si riesce a risolvere, è... perché?» «La rotazione dei no è veramente imbarazzante - aggiungono Stella e Centini - No a Semi di pace; no al Consorzio di Bonifica; no alle associazioni di qualsiasi tipo e natura; no ai diritti dei cittadini. Possiamo notare solo un blocco permanente sulla libertà di movimento per un intero tessuto sociale. Ma, la panacea di tutti i mali, in cinque anni di desertificazione del centro storico e oltre, non potrà certo riassumersi in parcheggi (blu), trenini e multe». «Forse il disagio più grande - proseguono dall’Udc - dovrebbe essere quello degli assessori e dei consiglieri che continuano a dire si nelle sedute di giunta e di consiglio e se così non fosse ci indichino la soluzione all’enigma».

Sulla stessa linea il circolo Pd Domenico Manuelli: «Dopo Semi di pace, dopo il consorzio di bonifica, dopo le tantissime associazioni, neanche la scuola è riuscita a salvarsi dalla “furia Giulivi”: questa amministrazione infatti è stata in grado di non risparmiare neanche l’istruzione e i ragazzi, andando a privare l’Istituto Cardarelli dei terreni che gli erano stati concessi per lo svolgimento di attività didattiche». «Per essere chiari - aggiungono dal partito del segretario Scomparin - l’area che l’Istituto Cardarelli è ora costretto a lasciare, in precedenza adibita a campo di tiro con l’arco, ospitava ora un progetto didattico sperimentale di agraria, che rappresenta un fiore all’occhiello non solo della nostra città, ma del nostro territorio in generale, grazie alle tante iniziative e attività note che ha svolto e continua a svolgere, contribuendo in maniera determinante all’istruzione dei nostri ragazzi».

«Precisiamo poi che quei terreni sono stati completamente ripuliti e bonificati dall’Istituto, grazie agli studenti, agli insegnanti e al personale che con impegno e abnegazione sono stati in grado di costruire una realtà di primissimo piano. E certamente grazie a tutto questo la città di Tarquinia ora conosce e può apprezzare una visione progettuale che non ha bisogno della nostra pubblica ammirazione per essere nota». «Apprendiamo invece dalla stampa - prosegue il Pd - che evidentemente verso questo impegno, da parte di questa amministrazione, c’è ben poca riconoscenza, perché la scelta di revocare quei terreni non ha spiegazione che tenga: ci si riempie spesso la bocca con le parole “scuola”, “istruzione”, “futuro”, “giovani”, eppure puntualmente queste categorie vengono ignorate o peggio – come in questo caso – messe in difficoltà dalle scelte folli di amministrazioni, come la nostra, per nulla lungimirante, e tantomeno interessate ad investirvici. Crediamo che quanto di bello si riesca a creare a Tarquinia sia da premiare, sia da evidenziare, non da “punire”, invece ciclicamente assistiamo a scelte e decisioni letteralmente incomprensibili: siamo dunque curiosi di sapere cosa abbia intenzione di fare, questa amministrazione, con i terreni che è andata a riprendersi: quale scopo migliore, ci domandiamo, dell’investimento sul nostro futuro e sull’istruzione dei nostri ragazzi? A queste domande vogliamo risposte, e le vogliamo chiare. E se, come siamo certi, una valida motivazione non c’è, che si ritorni immediatamente sui propri passi e si consenta all’Istituto di proseguire in libertà le attività didattiche che fino ad ora ha svolto con successo e che – ripetiamo – sono un lustro non solo per l’Istituto, ma per tutta la nostra città».

«Inoltre, come Partito Democratico di Tarquinia, pensiamo sia giunta l’ora che i consiglieri comunali di maggioranza abbiano la dignità e il coraggio di assumersi la responsabilità di fermare questa gestione dispotica, arrogante, supponente e dannosa della nostra città: è inutile che si prendano le distanze in privato, il vostro ruolo vi impone di assumervi la responsabilità di dissentire dalle decisioni scellerate del sindaco Giulivi, il silenzio è solo complicità».

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