ALLUMIERE – Le lancette correvano veloci verso la mezzanotte, mentre nel palazzo comunale il tempo sembrava essersi fermato. Ore di confronto serrato, riunioni a porte chiuse, telefonate, sguardi tesi e un’attesa carica di tensione anche fuori, tra chi aspettava di capire quale sarebbe stato il destino amministrativo del paese. Alla fine, quando mancavano pochi minuti allo scadere dei termini, è arrivata la decisione che ha rimesso tutto in asse: il sindaco Luigi Landi ha ritirato le dimissioni. Allumiere resta saldamente al timone della sua guida politica, scongiurando il commissariamento e chiudendo – almeno per ora – una delle fasi più delicate della recente storia amministrativa. Una scelta maturata dopo venti giorni di riflessione intensa, vissuti dal primo cittadino con il peso della responsabilità sulle spalle e con la consapevolezza che ogni decisione avrebbe avuto ricadute profonde sulla comunità. «Ha prevalso l’amore per Allumiere e per la sua gente», ha spiegato Landi, chiarendo quello che inizialmente era apparso come un vero e proprio mistero politico. «In queste settimane, ma soprattutto nelle ultime ore, ho sentito intorno a me un affetto sincero da parte di tantissimi cittadini. Non potevo fare una scelta diversa».Parole che raccontano il lato umano di una crisi istituzionale che aveva aperto scenari di forte incertezza. Il rischio di un’interruzione anticipata del mandato, con il conseguente arrivo di un commissario prefettizio, era concreto. Ma nella tarda serata di lunedì, al termine di una riunione fiume con i consiglieri di maggioranza, il sindaco ha sciolto le riserve e annunciato la revoca formale delle dimissioni, depositata intorno alle 23.30, a un soffio dalla scadenza. Con quel gesto, Allumiere ha ritrovato stabilità. «Vado avanti con la mia squadra, determinati e più coesi di prima», ha dichiarato Landi, sottolineando come la maggioranza consiliare abbia espresso in modo chiaro la volontà di proseguire il percorso amministrativo e di portare a termine gli impegni presi con i cittadini. A sostenerlo fino alla fine del mandato saranno i consiglieri Romina Scocco, Carlo Camilletti, Aldo Bracini, Duccio Calimbardi e Giovanni Sgamma, oltre ad Alessia Brancaleoni, subentrata nell’ultima seduta del Consiglio comunale come prima dei non eletti.Il sindaco ha voluto spiegare a fondo le ragioni della sua decisione, parlando di senso di responsabilità e di rispetto per il mandato democratico ricevuto nel 2022 con un consenso ampio. «Ho capito quanto sia importante rispondere a chi ci ha votato e continua a credere nella nostra amministrazione. Era giusto portare a termine i progetti in corso e completare il mandato elettorale», ha affermato. Una riflessione che non è mai stata sinonimo di distacco: «In questi venti giorni non ho staccato un secondo. Chi lavora negli uffici sa che il sindaco non è mai mancato, anzi per certi aspetti è stato ancora più presente. Questa è la mia passione, la mia vita. Quando si parla di amministrazione ho tantissima energia e non sento la stanchezza». Un passaggio che restituisce l’immagine di un primo cittadino determinato a voltare pagina dopo lo scossone politico, affrontando la seconda parte del mandato con uno spirito nuovo e dichiaratamente positivo. Resta ora da completare il riassetto della giunta: nei prossimi giorni Landi dovrà nominare il nuovo vicesindaco e riassegnare le deleghe rimaste scoperte dopo le dimissioni di Marta Stampella, che deteneva la Pubblica Istruzione, e di Simone Ceccarelli, titolare delle deleghe a Sicurezza e Personale. La crisi, dunque, è rientrata. Allumiere riparte con una maggioranza che si dice ritrovata e con un sindaco che ha scelto di restare, spinto dall’affetto dei cittadini e dal peso – ma anche dall’orgoglio – della responsabilità istituzionale. Il futuro amministrativo torna nelle mani della politica locale, con la promessa di continuità e con la consapevolezza che, dopo una tempesta così forte, ogni passo sarà osservato con ancora maggiore attenzione dalla comunità.