CIVITAVECCHIA – «Una scelta politica, rispettando con coerenza quanto scritto nel nostro programma». Così, con convinzione, il sindaco Marco Piendibene ha motivato la decisione di revocare la delibera di aprile con la quale il Comune di Civitavecchia aveva deciso di aderire alla nuova provincia del litorale “Porta d'Italia". Delibera votata dai 16 consiglieri della maggioranza giallorossa, con la contrarietà dei 6 consiglieri di opposizione presenti (assenti in aula i due consiglieri metropolitani Giammusso e Frascarelli). Non è mancato il dibattito, davanti ad una numerosa platea. A nulla è valsa la lettera che gli altri sindaci dei comuni che hanno aderito al progetto hanno inviato al collega Piendibene, chiedendo di temporeggiare in attesa di un incontro.

«Siamo convinti di questa scelta politica - ha spiegato Piendibene - è cambiata l’amministrazione e quando la popolazione sceglie, sceglie il pacchetto completo. Abbiamo sempre espresso contrarietà a quel progetto, quella suggestione di “Provincia di Civitavecchia” che molto probabilmente sarà provincia di Fiumicino, visto che è il comune più grande». E a chi ha chiesto la consultazione popolare, la risposta è stata decisa: «Perché i cittadini non sono stati coinvolti prima?» ha infatti chiesto il Sindaco. Dalla minoranza l’invito a temporeggiare, o comunque a fare qualche passaggio in più. Poletti si è appellato a “prudenza e attendismo”, soprattutto alla luce dei possibili impatti legati all’autonomia differenziata. «Un errore - secondo il capogruppo di FI Luca Grossi - non vorrei che la scelta fosse dettata da interessi partitici piuttosto che dal bene della città». Galizia (FdI) ha chiesto cosa abbia prodotto di buono finora la Città metropolitana nei confronti di Civitavecchia, rileggendo i possibili benefici evidenziati nella relazione dell’avvocato Enrico Michetti sul progetto della nuova provincia. «Nel 2014 presentai la mozione per l’uscita dalla Città metropolitana - ha ricordato Grasso criticando anche la mancata urgenza del provvedimento - bocciata e ripresentata poi dal M5S: cosa è cambiato oggi? Siamo alla stregua di uno dei 120 comuni che con Roma compongono questa entità: con la nuova provincia potremmo essere protagonisti, così abbiamo solo briciole e problemi». La differenza, come spiegato da Menditto (M5S) starebbe nel territorio di riferimento: un conto una nuova provincia da formare, un altro l’adesione ad una provincia già esistente, quella di Viterbo, con la quale Civitavecchia avrebbe più affinità. E tra “un salto nel buio che non possiamo permetterci” come spiegato da De Gennaro, e un “a malincuore” pronunciato da De Crescenzo (Avs), passando per una serenità nella scelta confermata da Delle Monache (Pd) la delibera è passata con 16 voti favorevoli.