Milano, 18 feb. (Adnkronos) - La valorizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II spinge le entrate correnti del Comune di Milano. Gli introiti dai canoni di concessione hanno superato gli 80 milioni di euro annui: la stima 2026 è pari a 83,5 milioni con proiezione verso quota 85 milioni. Un notevole incremento dagli anni precedenti, nel 2021 gli introiti si attestavano intorno ai 53 milioni. L'incremento ha superato i 30 milioni in quattro anni (+58%). "Una valorizzazione così forte del patrimonio immobiliare è il risultato della strategia dellamministrazione che si è affidata in piena trasparenza a bandi pubblici aperti al mercato di brand italiani e internazionali di eccellenza, pur rispettando il mix merceologico del comparto monumentale" ha commentato lassessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte. "Una strategia continua l'assessore che consente di generare risorse strutturali per il bilancio del comune senza aumentare la pressione fiscale, contribuendo alla sostenibilità della spesa corrente in un contesto di stagnazione delle entrate tributarie e aumento della domanda di servizi". Laumento dei canoni registrato nel mandato coincide con lincremento delle risorse destinate al welfare cittadino. "Milano cresce afferma Conte quando il mercato crea valore e il pubblico lo trasforma in coesione. La Galleria rappresenta questo equilibrio". Il risultato ottenuto nel mandato deriva dallattività del Demanio: in quattro anni sono stati firmati 40 contratti, conclusi 10 bandi e aperti due, tutte le 52 insegne della Galleria assegnate almeno fino al 2030. Lestensione dellasta a rilanci allintero complesso monumentale ha rafforzato la competitività delle gare e i valori concessori. Tra le aggiudicazioni record, lex spazio Swarovski assegnato nel 2024 a Tiffany & Co. a oltre 20.600 euro/mq annui. La strategia di valorizzazione include lutilizzo dei piani superiori e degli spazi sotterranei per nuove funzioni culturali e commerciali. Il modello integra attrattività internazionale, tutela delle insegne storiche e finalità pubblica, configurando il patrimonio immobiliare come leva stabile di finanza locale. "Non si tratta solo di una performance immobiliare. E il risultato di quattro anni di lavoro sistematico e di una scelta precisa: il patrimonio pubblico come leva strategica per finanziare servizi. Milano non sceglie tra attrattività e inclusione: le tiene insieme" conclude Conte.