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Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, il Brasile scrisse una pagina memorabile della sua storia militare con la costituzione della Forza di Spedizione Brasiliana (FEB), un contingente composto da oltre 25 mila uomini e donne che, dal 1943, prese parte con determinazione alla Campagna d’Italia. Questa unità si distinse per il contributo decisivo nella rottura della Linea Gotica, ultima linea difensiva tedesca, e nell’avanzata finale delle truppe alleate nel nord Italia, segnando un trionfo di coraggio e resilienza.
Inizialmente formata dalla 1ª Divisione di Fanteria di Spedizione, la FEB si ampliò rapidamente, inglobando tutte le forze brasiliane impiegate nel teatro italiano. Il suo motto, “A cobra está fumando” (“Il serpente sta fumando”), divenne un simbolo di sfida ironica e orgoglio nazionale, rispondendo a chi riteneva improbabile l’ingresso del Brasile nel conflitto europeo.
DAL PRAGMATISMO ALLA DECISIONE STORICA
Prima dello scoppio della guerra, il Brasile mantenne una posizione di neutralità, guidato dalla prudenza del presidente Getúlio Vargas che evitò di schierarsi apertamente. Tuttavia, il quadro internazionale e le pressioni interne mutarono rapidamente. L’accordo con gli Stati Uniti per l’installazione di basi aeree sul territorio brasiliano e la serie di attacchi subiti dalle navi mercantili brasiliane nel 1942 da parte di sommergibili dell’Asse misero fine a questa neutralità.
La reazione dell’opinione pubblica brasiliana fu immediata e vibrante, con pressioni crescenti attraverso stampa e radio affinché il paese dichiarasse guerra alle potenze dell’Asse. Così, nell’agosto 1943, il Brasile si unì ufficialmente agli Alleati, ponendo in moto la formazione della FEB e segnando l’inizio del suo impegno diretto sul fronte europeo.
Addestramento e partenza verso il fronte italiano
La cooperazione con gli Stati Uniti fu fondamentale per la preparazione della truppa. Tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944, ufficiali brasiliani furono addestrati negli USA per acquisire competenze tattiche e operative moderne, necessarie a sostituire una dottrina militare ormai obsoleta. Nel luglio 1944, il primo contingente della FEB salpò alla volta dell’Italia sotto il comando del generale Zénobio da Costa.
Prima della partenza, il presidente Vargas rivolse ai soldati parole cariche di patriottismo e incoraggiamento, sottolineando l’onore e la responsabilità del loro compito e il sostegno morale del popolo brasiliano.
L’EREDITÁ E IL RICORDO IN ITALIA
Oggi, a oltre ottant’anni di distanza, il valore e il contributo della FEB sono oggetto di un rinnovato riconoscimento, grazie anche all’impegno dell’Ambasciata del Brasile a Roma. In particolare, l’addetto militare dell’Esercito brasiliano ha svolto un ruolo chiave nel valorizzare e promuovere la memoria storica di questa importante pagina, organizzando eventi commemorativi e iniziative culturali che tengono vivo il ricordo delle gesta e del sacrificio dei soldati brasiliani in Italia.
L’attenzione diplomatica e militare a Roma ha contribuito a rafforzare i legami tra Brasile e Italia, mettendo in luce non solo l’importanza strategica della FEB nella Seconda Guerra Mondiale, ma anche i valori di amicizia e cooperazione che uniscono i due paesi.
UN LASCITO DI CORAGGIO E AMICIZIA
L’arrivo della FEB in Italia rappresentò l’ingresso di un Brasile determinato a contribuire alla lotta globale contro il nazifascismo. Nonostante le difficoltà iniziali, come l’equipaggiamento ridotto e la necessità di acclimatamento, le truppe brasiliane dimostrarono spirito di sacrificio e professionalità, guadagnandosi un posto d’onore nella storia militare alleata.
La rinnovata attenzione di istituzioni come l’Ambasciata brasiliana a Roma testimonia quanto sia importante ricordare queste storie di coraggio e solidarietà internazionale, soprattutto per le nuove generazioni. La FEB non è soltanto un capitolo del passato, ma un esempio duraturo di come la collaborazione e il coraggio possano fare la differenza anche nei momenti più difficili della storia mondiale.
* Um trabalho de pesquisa histórica, apoiado por evidências objetivas, leva-nos a considerar o Exército Brasileiro historicamente ligado ao Exército Italiano, desde os tempos da Segunda Guerra Mundial. Duas realidades distantes que, no entanto, compartilham valores autênticos, inspirados na cooperação internacional e na paz. Não é incomum encontrar na Itália vestígios de combatentes da Força Armada Brasileira tombados em batalha por um ideal elevado: jovens estrangeiros que deixaram suas famílias no Brasil e chegaram à Itália para sacrificar suas vidas em uma guerra devastadora.
Os tempos, felizmente, mudaram, assim como as exigências operacionais. Ainda assim, entre o Exército Italiano e o Exército Brasileiro permanece viva uma chama: a da cooperação, alimentada diariamente por cadeias de comando preparadas e sensíveis tanto à história quanto às necessidades da vida contemporânea. Nesse contexto, o adido militar da Embaixada do Brasil na Itália desempenha um papel determinante: valorizar e promover todas as iniciativas capazes de conferir prestígio ao Exército Brasileiro e, ao mesmo tempo, construir pontes com a Força Armada Italiana, em uma perspectiva de colaboração em escala global, não é tarefa trivial.
Uma amizade autêntica entre duas excelências militares e, por consequência, entre dois países — Itália e Brasil — só pode ser saudada positivamente e divulgada por este órgão de informação sem qualquer hesitação. Com o compromisso de prosseguir por este caminho editorial, dando visibilidade a uma sinergia de paz e cooperação tão relevante quanto necessária em uma época em que, em escala mundial, não faltam conflitos entre os povos.



