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CIVITAVECCHIA – Confcommercio Litorale Nord traccia un primo bilancio sull’andamento dei saldi invernali a Civitavecchia, sulla base del confronto diretto con i commercianti e dell’osservazione sul campo.
«La partenza – spiegano dall’associazione di categoria -, nel primo weekend, può essere definita nel complesso discreta: un avvio “benino”, senza picchi ma con un flusso sufficiente a dare segnali moderatamente positivi. Tuttavia, già dai giorni successivi, la situazione ha mostrato un rallentamento evidente. Le vie commerciali hanno registrato poche persone in giro, una presenza molto ridotta di crocieristi e un comportamento d’acquisto sempre più prudente da parte dei cittadini, che oggi devono necessariamente fare i conti con le proprie entrate e con un aumento generale del costo della vita».
Su questo scenario interviene il Presidente di Confcommercio Litorale Nord, Graziano Luciani, che invita ad aprire una riflessione profonda e non più rimandabile sul sistema attuale dei saldi: «È ormai evidente che alcune dinamiche vadano ripensate in maniera strutturale. Il calendario dei saldi, così come lo conosciamo oggi, nasce in un contesto economico e commerciale completamente diverso da quello attuale. Negli ultimi anni eventi come il Black Friday hanno anticipato in modo significativo gli acquisti, al punto che molte persone arrivano a comprare addirittura i regali di Natale già in quel periodo».
Luciani sottolinea inoltre come il Black Friday produca effetti che si protraggono ben oltre i pochi giorni ufficiali: «Non va dimenticato che spesso, per i prodotti acquistati durante il Black Friday, i consumatori hanno la possibilità di effettuare il cambio fino a fine gennaio. Questo significa che una parte importante degli acquisti resta “congelata” e va inevitabilmente a sovrapporsi ai saldi invernali, svuotandoli di forza e di attrattiva».
Da qui la necessità di valutare soluzioni alternative: «Alla luce di questi cambiamenti, è legittimo iniziare a ragionare su ipotesi diverse: anticipare i saldi direttamente a dicembre, intercettando un periodo in cui le persone sono più propense alla spesa, oppure posticiparli a febbraio, quando si esaurisce l’effetto delle festività e si può tornare a stimolare il consumo in modo più consapevole. A gennaio, infatti, molte famiglie hanno già sostenuto spese importanti e il potere d’acquisto risulta inevitabilmente ridotto».
«Il tema non è difendere una data o una formula – conclude Luciani – ma costruire strumenti realmente utili alle imprese e coerenti con le nuove abitudini di consumo. Continuare a fare le stesse cose, nello stesso modo, aspettandosi risultati diversi, oggi non è più sostenibile».
A completare il quadro interviene il Responsabile Territoriale di Confcommercio Litorale Nord, Cristiano Avolio, che evidenzia come i tempi siano profondamente cambiati e come sia necessario superare modelli ormai obsoleti.
Avolio ribadisce inoltre che uno degli strumenti più efficaci per contrastare la desertificazione commerciale resta la rete tra imprese, ancora più efficace se organizzata per quartieri, capace di rafforzare l’identità delle singole zone e di creare eventi in grado di “spostare” le persone verso specifiche aree della città. In questo contesto, strumenti come un cashback cittadino potrebbero incentivare la spesa soprattutto nelle aree centrali.
Infine, secondo Confcommercio Litorale Nord, iniziative come quelle legate ai saldi dovrebbero essere veicolate nei periodi di maggiore affluenza crocieristica, promuovendo le vere eccellenze di Civitavecchia non solo in città, ma anche a bordo delle navi e nei comuni limitrofi, arrivando progressivamente a trasformare il concetto stesso di “saldi” in una vera esperienza capace di generare valore reale per le attività commerciali e per il territorio.
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