Il Comune di Viterbo fa chiudere sei distributori di carburante a seguito di interdittiva antimafia a suo tempo emessa dalla prefettura di Milano, poi sospesa dal Tar della Lombardia, e ora ritornata pienamente efficace in base alla decisione del Consiglio di Stato. Secondo quanto emerso dagli atti, i trasferimenti di titolarità delle pompe erano stati fatti quando l’interdittiva era in vigore, quindi configurabili a un atto di elusione del provvedimento.

Il Comune ha quindi revocato tutte le autorizzazioni amministrative rilasciate per l’esercizio dell’attività di distribuzione di carburanti dichiarando inefficaci i passaggi di proprietà e disponendo la decadenza dei titoli abilitativi. I provvedimenti sono stati notificati alle società interessate e trasmessi all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, alla polizia locale per i controlli e alla prefettura di Viterbo per gli atti competenza. Le chiusure riguardano complessivamente sei impianti presenti sul territorio comunale. Due si trovano lungo la strada Tuscanese, al chilometro 1,850, e in via Luigi Rossi Danielli; gli altri quattro sono ubicati sulla statale 675 Umbro-Laziale, ai chilometri 62,500 e 61,350, oltre che in via Vico Squarano e in strada Sammartinese, in località Pietrare.