Racconti dell'aria
il progetto
22 Maggio 2025 - 13:12
26 Febbraio 2026 - 14:08
CIVITAVECCHIA – Numeri, volti, storie e un sommerso ancora troppo vasto. È quanto emerso dalla conferenza di presentazione del bilancio annuale del progetto “Fuori Gioco – Punta a vivere!”, promosso dal Distretto socio-sanitario RM4 e sostenuto dai Comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.
Durante l’incontro sono stati presentati i risultati del lavoro svolto nell’ultimo anno. Attualmente sono in carico 17 giocatori (13 uomini e 4 donne), con età compresa tra i 18 e oltre i 60 anni e 31 contatti al centro, soprattutto familiari. Solo 5 persone sono arrivate volontariamente: gli altri sono stati inviati da SerD o altri servizi del territorio, segno di un sommerso ancora enorme.
Il dato più significativo? L’elevato livello di istruzione: 12 di loro sono diplomati, 6 hanno una laurea. «Sono numeri che parlano da soli – ha spiegato la psicologa Gabriella Fiorucci – ma il vero dato che spaventa è il sommerso: la maggior parte delle segnalazioni arrivano dai familiari, pochissimi utenti arrivano spontaneamente. Molti, inoltre, necessitano di sostegno farmacologico».
A testimonianza della gravità del fenomeno, il racconto di un consulente fiscale coinvolto nel progetto: un 70enne, convinto di aver accumulato “solo” 3mila euro di debiti, si è scoperto esposto per 75mila euro. «Aveva firmato a nome di persone inesistenti, finendo nel mirino delle società finanziarie – ha raccontato – il suo problema più grande era trovare il coraggio di raccontarlo alla famiglia. Ma siamo riusciti a bloccare tutto e a impostare un percorso di recupero».
Il presidente dell’associazione Il Ponte, Pietro Messina, ha aperto l’incontro ricordando che nel 2024 il gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto 157 miliardi di euro, con ben 11 miliardi finiti nelle casse dello Stato. «Forse è anche per questo – ha detto – che la lotta al gioco patologico rimane troppo morbida».
La campagna di comunicazione del progetto, in collaborazione con l’Aps NavigArte, ha previsto podcast, fumetti, reel con interviste e video testimonianze. Inoltre personale qualifcato ha effettuato incontri nelle scuole nell’ottica della prevenzione. Il progetto, che terminerà ufficialmente il 31 agosto, continuerà con forme di supporto transitorio per non interrompere il servizio di assistenza, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su una dipendenza che si nasconde, ma che miete sempre più vittime.
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