Racconti dell'aria
il caso
15 Maggio 2025 - 09:09
26 Febbraio 2026 - 13:04
CIVITAVECCHIA – Vecchi cassonetti stradali e mastelli. Documenti e vecchie delibere comunali, faldoni e registri. Pezzi d’asfalto. Calcinacci. Scarti edili. Materassi, sedie e arredi vari. Box del mercato abbandonati nel piazzale. Container. Mobili rotti, cumuli e cumuli di rifiuti di ogni tipo.
È la discarica a cielo aperto presente all’interno dell’area di Fiumaretta e documentata in un video dell’imprenditore Mario Benedetti, che ha fatto il giro dei social in poche ore. Imprenditore pronto a recarsi anche a presentare un esposto formale denunciando una situazione che definisce “scandalosa”. Non solo dal punto di vista ambientale, ma anche della sicurezza, considerata la presenza di alcuni operai comunali nell’area. «Ci sono rifiuti speciali – denuncia Benedetti – e faldoni con documenti comunali degli anni passati».
Bisognerà capire da quanto tempo sono presenti questi rifiuti, individuando eventuali responsabilità, e soprattutto procedere con la bonifica dell’intera area che, c’è da ricordare, è al centro dell’accordo procedimentale da 35 milini di euro tra Ministero delle Infrastrutture e trasporti, Comune di Civitavecchia e Autorità di sistema portuale. Proprio quest’ultima, il mese scorso, è entrata ufficialmente in possesso dell’area che, da accordo, dovrà diventare il “Polo di convergenza turistica”. Nell’accordo però, tra i doveri del Pincio, c’era proprio la bonifica dell'area di Fiumaretta, con l’obbligo “di predisporre eventuali trasformazioni edilizie/urbanistiche per facilitare i progetti dell'Adsp”.
Nel momento della presa in carico dell’area, l’Authority avrebbe già fatto presente la necessità di procedere alla rimozione dei rifiuti e di quanto di pertinenza comunale. E avrebbe anche chiesto a Seport di effettuare una ricognizione per un preventivo di smaltimento, anche di quelli che sono i rifiuti speciali presenti nella zona. E a quanto pare, dal momento dell’acquisto ad oggi, i rifiuti sarebbero anche aumentati. D’altronde l’area è aperta e, di fatto, accessibile durante la giornata. All’interno sono inoltre ancora ospitati Protezione civile, guardie ecozoofile, operai del Comune, in attesa del trasferimento presso altre sedi. Una situazione, quindi, ancora tutta da definire. E a quanto pare, sul fronte ambientale, la Procura avrebbe già dato mandato di vederci chiaro.
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