La sindaca Chiara Frontini e il marito, Fabio Cavini sono stati rinviati in giudizio nell’ambito della vicenda sulla cosiddetta cena dei veleni. La decisione è arrivata oggi da parte della Corte d’Appello che ha accolto, quindi, il ricorso proposto dal pubblico ministero Massimiliano Siddi contro la sentenza di non luogo a procedere per il reato di minaccia a corpo politico emessa dal gup Fiorella Scarpato.

Nel corso dell’udienza, però, l’accusa di minaccia a corpo politico è stata riformulata in minaccia aggravata ribaltando così la decisione della gup di Viterbo.

I fatti risalgono al 26 settembre 2023 quando a casa del consigliere comunale Marco Bruzziches, ci fu una cena nel corso della quale, secondo l’accusa, sarebbero state pronunciate minacce con l’obiettivo di condizionare gli equilibri politici all'interno del consiglio comunale. Le minacce sarebbero state dirette non solo al consigliere Bruzziches, all’epoca dei fatti in maggioranza, e alla moglie Anna Maria Formini, difesi dall’avvocato Samuele De Santis, ma anche in maniera indiretta alla consigliere Letizia Chiatti e, più in generale, a chiunque potesse ostacolare la maggioranza, configurando così un turbamento dell'attività politica del consiglio comunale. Bruzziches, la moglie e Chiatti si sono costituiti parti civili.

Due mesi prima della cena, a luglio 2023,  Chiatti si era dimessa da presidente del consiglio e il 15 febbraio dell’anno dopo è uscita dalla maggioranza. Il consigliere Bruzziches invece ha sporto denuncia il 21 dicembre 2023 passando all’opposizione in consiglio comunale. A novembre dell’anno scorso la gup Savina Poli ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di minaccia a corpo politico perché “il fatto non sussiste”.