ALLUMIERE - Il 18 gennaio Allumiere celebra i 90 anni di Umberto Profumo, fondatore degli Amici della Musica, protagonista della Banda dell’Arma dei Carabinieri e artefice della crescita culturale di un intero territorio. Una vita segnata dal corno, dalle orchestre e dai giovani a cui ha insegnato la musica come disciplina e passione. Ad Allumiere quella di domani non è una semplice data sul calendario: è il giorno in cui la comunità rende omaggio ai 90 anni di Umberto Profumo, il “Maestro” che ha portato la musica fuori dalla sala prove, dentro le scuole, in piazza, nelle case, e soprattutto nel cuore di generazioni di allumieraschi. Profumo festeggerà novant’anni che diventano un patrimonio di tutti. Stasera dalle 18 alle 20 in Auditorium il maestro Profumo attende tutti per festeggiare il maestro Profumo. Per comprendere la figura di Profumo bisogna guardare oltre la sua biografia artistica, pur straordinaria. Nato ad Allumiere nel 1936, parte giovanissimo per intraprendere la carriera nell’Arma dei Carabinieri come trombettista, ma è il corno francese che lo conquista definitivamente e che lo porterà al Conservatorio di Santa Cecilia, da cui esce diplomato nel 1965. Da lì in avanti Profumo entra nella Banda dell’Arma dei Carabinieri come primo corno, ruolo che terrà per vent’anni, parallelamente alle esibizioni nelle più importanti orchestre italiane, diretto da alcuni tra i più grandi direttori del Novecento. La sua grandezza non si misura soltanto sul palco o nelle partiture, ma in ciò che ha saputo costruire per il suo paese. Quando torna ad Allumiere negli anni Settanta trova una comunità che ama la musica, ma che ha bisogno di organizzazione, di formazione, di una guida. Lui decide di esserlo. Nel 1973 fonda insieme ad altri l’associazione Amici della Musica, riorganizza la banda, contribuisce alla nascita dell’Istituto Musicale. Non si limita a fare: struttura, forma, educa, apre possibilità che prima non esistevano: senza Profumo molte storie musicali locali non sarebbero mai cominciate. A questo già enorme lavoro aggiunge anche una parentesi civitavecchiese: nel 1978 fonda l’Unione Musicale Civitavecchiese, favorisce la nascita della Banda G. Puccini e della loro scuola di musica. «E poi ci sono gli allievi, centinaia, forse migliaia, che negli anni ha seguito con rigore e pazienza. In molti ricordano ancora le sue lezioni come un passaggio decisivo: chi ha scelto il conservatorio, chi ha scelto la banda, chi ha scelto la vita, ma tutti hanno portato con sé qualcosa di lui - spiega la presidente degli Amici della Musica, Stefania Cammilletti - chi a Allumiere parla di Profumo non usa mai una sola etichetta. Per qualcuno è il maestro, per altri il professore, per altri ancora il direttore artistico. Ma c’è una definizione che li mette d’accordo: Umberto Profumo è l’uomo che ha fatto della musica una cosa seria. Seria ma mai distante, seria ma sempre possibile». Questo spiega perché i suoi 90 anni non sono solo una festa, ma una restituzione. È il modo con cui Allumiere dice grazie a chi ha trasformato un paese di collina in un luogo dove la musica è cresciuta, ha formato persone, ha creato cultura ed è diventata identità. Stasera musicisti, famiglie, ex allievi, docenti e amici si riuniranno attorno al Maestro, non soltanto per il compleanno, ma per riconoscere un’opera che non si vede fisicamente, ma che si sente: nelle bande, nelle scuole musicali, nei concerti di paese, nelle mani di chi suona oggi perché qualcuno, tanti anni fa, gli ha insegnato a farlo. La comunità lo festeggia così, con una certezza: se oggi ad Allumiere la musica è parte del paesaggio umano, lo si deve anche e soprattutto a Umberto Profumo.