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ALLUMIERE - La sanità torna al centro del confronto pubblico ad Allumiere. I circolo Berlinguer guidato dal neo presidente Augusto Battilocchio, attraverso una lettera aperta forte, articolata e politicamente densa, indirizzata al sindaco del Comune collinare, Luigi Landi, e per conoscenza agli organi di stampa, ha scelto di intervenire su uno dei temi più sensibili per il presente e il futuro della comunità, ossia la «riorganizzazione della sanità territoriale e il destino delle Case di Comunità». Un documento che non si limita a una presa di posizione formale, ma che si configura come un vero e proprio atto politico e civile, nel solco della tradizione di impegno sociale e mutualistico che da sempre caratterizza l’associazione. Un richiamo chiaro alle istituzioni locali affinché «la tutela della salute resti un diritto universale e non negoziabile, soprattutto nei territori periferici e collinari, spesso penalizzati dalle scelte di razionalizzazione dei servizi». Fin dalle prime righe il Circolo Berlinguer di Allumiere rivendica il proprio ruolo: non un semplice contenitore culturale, ma uno spazio di elaborazione politica, confronto sociale e costruzione di solidarietà comunitaria. «Un’associazione la nostra che - spiega il presidente Augusto Battilocchio - promuove iniziative, dibattiti e proposte nell’interesse collettivo, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare i legami sociali e contrastare le disuguaglianze. È da questa identità che nasce la scelta di intervenire su un tema che, più di altri, incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini: la sanità pubblica, messa duramente alla prova negli ultimi anni e oggi al centro di una profonda trasformazione strutturale». La lettera ripercorre uno snodo cruciale della storia recente: la pandemia da Sars-CoV-2, che ha rappresentato uno spartiacque drammatico ma rivelatore. «L’emergenza sanitaria ha messo a nudo le fragilità del Servizio Sanitario Nazionale e regionale evidenziando il progressivo depauperamento del sistema pubblico e le criticità della rete ospedaliera, in particolare nei servizi di emergenza-urgenza, nei pronto soccorso e nelle terapie intensive. Da quella crisi - sottolineano dal Circolo Berlinguer - è emersa con forza la necessità di ripensare il modello sanitario, superando una visione esclusivamente ospedale-centrica per investire in una sanità più vicina alle persone, capace di prevenzione, continuità assistenziale e presa in carico territoriale. Un nuovo paradigma che trova riscontro anche nelle strategie nazionali ed europee, come i progetti OMS sulle “Città sane” e che punta a una sanità di prossimità, orientata non solo alla cura, ma alla promozione della salute e al miglioramento della qualità della vita. In questo contesto si collocano le Case di Comunità, una delle risposte più concrete e avanzate alle esigenze dei cittadini, soprattutto nei piccoli centri. Istituite con il DM n. 77/2022, le Case di Comunità sono pensate come luoghi fisici facilmente accessibili, punti di riferimento certi per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria sul territorio. Sono strutture in cui operano medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri, assistenti sociali e personale tecnico, in un modello integrato e multidisciplinare che consente di erogare prestazioni sanitarie a bassa e media intensità, riducendo il ricorso improprio agli ospedali e garantendo continuità assistenziale. Le Case di Comunità si articolano in due tipologie – Hub e Spoke – differenziate per requisiti organizzativi, ma accomunate dalla stessa missione: garantire assistenza sanitaria universale e di qualità, soprattutto nei territori più fragili.Particolare attenzione viene riservata alla Casa di Comunità di Allumiere, attualmente in ristrutturazione presso il vecchio poliambulatorio di via Civitavecchia. Una struttura classificata come CdC Spoke, che secondo le deliberazioni regionali dovrebbe garantire la presenza medica e infermieristica sei giorni a settimana, con turnazione H12». Un elemento ritenuto cruciale dal Circolo Berlinguer, soprattutto alla luce di uno scenario imminente: «il possibile pensionamento di alcuni medici di famiglia che oggi operano nel Comune, assicurando un servizio di base fondamentale per la popolazione - spiegano dal Circolo Berlinguer - in questo quadro la Casa di Comunità rappresenta non solo un’opportunità, ma una necessità strategica per la tenuta del sistema sanitario locale». La parte più delicata e politica della lettera riguarda le recenti rimodulazioni regionali legate al PNRR. «La Regione Lazio, con la deliberazione n. 332 del 24 maggio 2022, aveva previsto la realizzazione di 135 Case di Comunità, successivamente ridotte – attraverso diverse rimodulazioni – fino alle 122 strutture definitive, come stabilito dalla delibera del 6 novembre 2025. Una riduzione che, per le Case di Comunità escluse dal finanziamento PNRR, comporta il ricorso a fondi alternativi, con inevitabili ricadute sui tempi, sui servizi e sugli standard previsti. Da qui le domande dirette rivolte al sindaco Landi: la Casa di Comunità di Allumiere rientra o meno tra quelle colpite dall’ultima rimodulazione? Come verrà garantita la presenza medica e infermieristica secondo le linee guida nazionali? Quali iniziative intende assumere l’amministrazione comunale nel caso di uno spostamento dei finanziamenti? Quali e quante specialistiche saranno effettivamente presenti nella struttura? Interrogativi che esprimono preoccupazione, ma anche volontà di trasparenza e partecipazione, nella convinzione che la sanità non possa essere gestita senza un confronto aperto con i cittadini». Un appello alla responsabilità istituzionale e al senso di comunità quello del Circolo Berlingue, la cui lettera si chiude con un appello forte e condivisibile: «difendere il Servizio Sanitario Pubblico fondato su appropriatezza delle cure, tempestività degli interventi, umanizzazione della medicina e personalizzazione dell’assistenza territoriale». Per il Circolo Berlinguer «Contribuire al benessere collettivo e all’uguaglianza sociale, anche in ambito sanitario è uno degli elementi qualificanti dell’azione politica e amministrativa. Un principio che richiama direttamente l’articolo 32 della Costituzione e che, oggi più che mai, interpella le istituzioni locali, regionali e nazionali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA



