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CIVITAVECCHIA – È stato un incontro interlocutorio, ma necessario. Il primo vero confronto nel merito sul futuro del Trasporto pubblico locale a Civitavecchia si è svolto ieri pomeriggio in Regione, a poche settimane dall’avvio previsto dell’Unità di rete 1 “Tirreno Nord”, fissato al 1° aprile, salvo rinvii tecnici. Un passaggio che continua a preoccupare Palazzo del Pincio, Csp e lavoratori, soprattutto per le modalità concrete con cui il nuovo modello regionale verrà “messo a terra”.
Alla riunione hanno partecipato Regione Lazio, Astral, Comune di Civitavecchia e Civitavecchia Servizi Pubblici. «Come sapevamo – spiega l’assessore comunale ai Trasporti Piero Alessi – si è trattato di una riunione interlocutoria, il primo incontro nel merito, richiesto da noi proprio per le preoccupazioni legate all’avvio del servizio. Abbiamo chiesto un periodo di approfondimento per valutare tutti gli aspetti, soprattutto quelli di natura amministrativa e giuridica». Le parti si sono aggiornate a circa una settimana, con l’obiettivo di entrare progressivamente nel dettaglio.
Il nodo resta complesso: come immaginare una continuità gestionale per Csp in un bacino dove la gara è già stata affidata. Astral si è riservata un tempo di valutazione, chiedendo un parere legale, perché il quadro normativo non è banale. Tra le ipotesi sul tavolo potrebbe esserci anche quella del subappalto, nei limiti consentiti dalla legge: una strada che potrebbe riguardare Civitavecchia, anche perché è l’unico comune del bacino Tirreno Nord – 22 in totale – ad avere una società in house che gestisce storicamente il Tpl. Prima, però, occorre definire il perimetro generale. «Dobbiamo affrontare il quadro complessivo – chiarisce Alessi – e solo dopo potremo entrare nel dettaglio delle singole linee e dei servizi». Tra questi, inevitabilmente, la linea speciale Porto–Stazione, che continua a pesare su ogni decisione futura.
È il servizio più redditizio, strategico per la città e fondamentale per l’equilibrio economico della municipalizzata. Capire chi la gestirà e con quali modalità è uno degli snodi centrali della trattativa.
Sul tavolo anche l’ipotesi di una convenzione con la Regione, non esclusa a prescindere, ma da valutare alla luce della gara già svolta e del quadro normativo vigente.
Il confronto in Regione segna quindi solo l’inizio di una partita che si giocherà nelle prossime settimane. Con il 1° aprile sempre più vicino, la sfida sarà trovare una soluzione che tenga insieme continuità del servizio, tutela dei lavoratori, sostenibilità economica di Csp e diritti dell’utenza. Il tempo non è molto.
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