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«Così si chiude il cerchio della solidarietà». È stato il commento di Luciano Barozzi, presidente del centro sociale Pilastro che organizza da quasi 5 lustri l’iniziativa della Calza della Befana più lunga del mondo, al momento della consegna dell’assegno all’associazione Eta Beta Sorrisi che nuotano. Assegno simbolico durante la cerimonia tenuta a Palazzo dei Priori, ma soldi reali quelli già recapitati con bonifico sul conto corrente dell’associazione. 2.500 euro la somma effettiva consegnata, dopo aver detratto le spese dei materiali per la realizzazione delle mille calzette poste in vendita. Una cerimonia che ha visto la presenza della sindaca Chiara Frontini, delle assessore Rosanna Giliberto e Katia Scardozzi, di don Flavio Valeri della parrocchia Sacro Cuore, di Paola Massarelli dell’Admo, di Mara Piergentili del 500 Tuscia club Viterbo e di Anna Lupino, presidente dell'associazione Eta Beta Sorrisi che nuotano.
Barozzi ha voluto evidenziare la soddisfazione del comitato organizzatore e del centro sociale Pilastro per il risultato raggiunto «nonostante questa edizione sia stata caratterizzata dal freddo e dalla pioggia». Condizioni atmosferiche avverse che avevano costretto a posticipare di un giorno l’uscita della Calza della solidarietà. Con un grazie sentito alla cittadinanza per la partecipazione malgrado l’inclemenza del meteo e ai volontari che da novembre si sono adoperati anche per la distribuzione delle calze.
Dal suo esordio nelle strade di Viterbo «la manifestazione ha raccolto e devoluto oltre 100mila euro a varie realtà associative locali, ma anche internazionali». E «dalla prossima edizione, in cui festeggeremo il 25esimo anniversario, la solidarietà sarà ulteriormente sollecitata con l’apporto e il sostegno del Sodalizio dei facchini» ha dichiarato Barozzi.
Plauso dalla sindaca Frontini per la longevità dell’iniziativa - «una delle manifestazioni più coinvolgenti» - perché «è un grande risultato mantenere l’entusiasmo per tutti questi anni e riscuotere sempre un grande successo». E, quindi, «l’amministrazione ha il dovere di supportarvi. È un’iniziativa che nasce dalle persone per le persone e il collante è il cuore della città».
Per poi concludere sottolineando che «il Terzo settore riesce ad arrivare ovunque ed è un grande supporto anche per l’amministrazione nell'ottica di un concetto di città».
L’assessore alle Politiche sociali Giliberto ha poi avanzato un’idea che potrebbe essere «un valore aggiunto. L’assessorato può individuare delle scuole, in cui il comitato organizzatore potrebbe recarsi a tenere delle lezioni per illustrare meglio la manifestazione e trovare le future nuove befane». E, rivolgendosi al presidente Barozzi, ha esortato: «Ci aspetta un’edizione speciale nel 2027, per celebrare i 25 anni di questa tradizione».
Oltre a manifestazione di gioia e allegria, «è la solidarietà l’elemento fondamentale della Calza, e lo è anche per la convivenza sociale» ha rimarcato don Flavio.
Grande soddisfazione per il risultato della manifestazione è stata espressa da Anna Lupino, «befana da 23 anni», presidente di Eta Beta Sorrisi che nuotano.
Nel fornire qualche dato relativo al progetto nuoto rivolto a persone con problemi cognitivi - 77 partecipanti tra adolescenti e adulti - che l’associazione porta avanti, ha tenuto a ricordare la medaglia d’oro di Viviana Cozzani, una loro atleta salita sul gradino più alto del podio ai Giochi mondiali Special Olympics di Torino 2025. Oltre al nuoto, Eta Beta Sorrisi propone anche altre discipline sportive: bowling, bocce, atletica leggera. E quest’anno ha avviato anche quella della pallavolo.
A tale proposito, la presidente ha rivolto un appello ai cittadini per superare un problema tecnico al fine di poter partecipare agli Special Olympics: «Per comporre una squadra servono 3 atleti speciali e 3 normodotati. Ed è sulla reperibilità di questi ultimi che nasce la difficoltà…»



