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CIVITAVECCHIA – Avanti tutta sui cantieri di via XVI Settembre e Pinqua mentre si pensa ad una nuova sagoma nel Pz4. Il commissario dell’Ater comprensoriale di Civitavecchia, Massimiliano Fasoli, traccia un bilancio dell'ultimo anno di lavoro dell'azienda di via Don Milani e si dice ottimista sul rispetto delle tempistiche dettate dal Pnrr.
Per San Liborio, l’obiettivo è chiaro: oltre al Pinqua, ci sarà anche la riqualificazione della torre restante in via Labat e tutta la parte del progetto dedicata al decoro urbano per dare un nuovo volto, vivibile e umano, a un quartiere periferico e troppo spesso dimenticato.
Su via XVI Settembre il cantiere, dopo gli stop degli anni passati, è finalmente «ripartito con il piede giusto». Il progetto – finanziato con 6,4 milioni di euro del Pnrr – prevede la ricostruzione delle due “sagome” abbattute nei mesi scorsi, con nuovi stabili ad alta efficienza energetica e standard contemporanei di sicurezza e comfort e va avanti a ritmo serrato.
Su via Francesco Navone resta aperto l'altro fronte – quello da circa 17 milioni di fondi Pnrr – con le palazzine 6-8 in fase di restyling avanzato. Sono stati installati cappotto, infissi e caldaie; mancano solo le ringhiere e l’ok tecnico definitivo sui portoncini. Da lì si procederà allo smontaggio dei ponteggi, alla posa delle nuove pavimentazioni e al completamento delle pedane per l’abbattimento delle barriere architettoniche: al posto dei montascale, spesso bersaglio di vandalismi in altri immobili, sono state scelte rampe più semplici da gestire e mantenere.
A San Liborio Fasoli spiega che nonostante qualche piccolo rallentamento legato a fattori esterni «si sta andando avanti parecchio». Inoltre, come ricorda, «una delle due torri di via Labat è già stata riqualificata negli anni scorsi; l’intenzione è chiudere il cerchio sul patrimonio Ater del quartiere: completare via Navone, riadeguare il progetto su Labat e, tra aprile e i mesi successivi, riappaltare i lavori. In questo modo nei prossimi mesi si arriverà ad una sistemazione complessiva di edifici e spazi pubblici, comprese opere e infrastrutture che vanno oltre il perimetro strettamente finanziato dal Pinqua». Lo sguardo è già rivolto anche alla futura palazzina nel “Pz4”, una nuova sagoma da realizzare accanto al fabbricato K, oggi in fase di progettazione, per la quale servirà però individuare risorse aggiuntive, anche con il supporto della Regione «sempre vicina a questa Ater – continua il Commissario –, ringrazio il Presidente Francesco Rocca e l'assessore alle Politiche abitative Pasquale Ciacciarelli».
Sul fronte contabile, Fasoli ricorda che il bilancio di previsione è stato ripresentato in leggero attivo: in due anni Ater ha ripulito vecchie partite ferme da tempo, ma resta aperto il nodo dell’Imu, «un problema serio» su cui è in corso un confronto con Comune e uffici, perché pagare imposte piene su immobili di edilizia pubblica «dove non abbiamo ritorno» viene considerato insostenibile.
Infine, il Commissario rilancia un tema di equità sociale: la necessità di superare il modello delle case popolari ereditate automaticamente, in modo da «rispondere maggiormente a criteri di giustizia sociale per non penalizzare chi oggi vive condizioni di reale emergenza abitativa». Un cambio di passo che mira a rendere l'azienda autosostenibile e moderna nella gestione della “cosa pubblica”.



