CIVITAVECCHIA – Civitavecchia, come raccontato nel precedente appuntamento della rubrica, ha usufruito grazie ai milionari fondi PNRR, di interventi importanti, talvolta strategici, progettati e realizzati in particolare da Ater, Adsp, e Città Metropolitana. Il Comune invece? Il nostro ente locale, in questi anni ha ottenuto un finanziamento oltre mezzo milione di euro per interventi di decoro urbano e manutenzione straordinaria - già portato a compimento dalla precedente Amministrazione - come il rifacimento marciapiedi e cordoli in diverse vie sia del centro che della periferia; una nuova illuminazione a led in strade secondarie e aree pedonali; la sistemazione degli arredi urbani danneggiati; vari interventi sul lungomare, con il ripristino di parti di pavimentazioni dissestate e l'installazione di nuove fioriere; la manutenzione del verde e la riqualificazione di aree degradate. All'interno del perimetro cittadino, il progetto più delicato ed oggi più esposto e controverso, resta quello del Mercato di Piazza Regina Margherita. Finanziato con ben tre milioni di euro del PNRR, l’opera dovrebbe (o avrebbe dovuto) segnare un vero punto di svolta per il centro storico, con un mercato moderno adattato ad un nuovo assetto della piazza. Invece una delle più grandi opportunità per la città, anche sotto il profilo attrattivo per quel turismo delle crociere ancora abbandonato a se stesso, concretizzabile con il rilancio del suo “cuore pulsante” (come definimmo il mercato storico in un precedente appuntamento di questa rubrica), è diventato un caso. Nonostante gli operatori siano stati delocalizzati proprio a ridosso delle festività natalizie per l’urgenza dettata dalle tempistiche di avvio, il cantiere non è ancora partito e la situazione è resa complessa anche dalla controversia sul taglio dei lecci, previsto nel progetto ma sospeso a causa di perizie discordanti. Inoltre, comitati civici sul piede di guerra con tanto di raccolta firme, e continui richiami e sopralluoghi della Sovrintendenza per verifiche aggiuntive. A ciò si sono sommati ritardi amministrativi vari e addirittura (im)possibili idee di revisioni progettuali che comprimerebbero drammaticamente e forse irrimediabilmente, il margine temporale. L’allarme è concreto: il mercato deve essere concluso entro l’estate 2026, pena la perdita dei fondi. Ogni rinvio sta mettendo seriamente a rischio un’opera centrale per la riqualificazione urbana e apre anche interrogativi sulla oggettiva capacità politico-amministrativa di rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europea. Il PNRR nella nostra città sta rappresentando un’opportunità irripetibile. Allo stesso tempo però, c'è il rischio concreto che ritardi, ricorsi, vincoli paesaggistici e lungaggini burocratiche possano trasformare una stagione di straordinari investimenti in una corsa contro il tempo con un lieto fine non così scontato per tutti i progetti "in cantiere". Il tempo è sempre galantuomo e i prossimi mesi diranno se la totalità delle risorse ottenute diverranno opere reali o se, al contrario, alcuni interventi rischieranno di svanire, con i costi, non solo economici, ancora sulle spalle della collettività. La speranza è quella di non trascinarsi dietro, per l’ennesima volta, la consueta ombra delle occasioni mancate.
Alessandro D’Amico
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