Racconti dell’aria
31 Dicembre 2022 - 09:30
03 Dicembre 2025 - 03:44
giampiero romiti
Un saluto non si nega a nessuno, figuriamoci all’anno che se ne va. E allora ciao 2022, buon viaggio. Sarà rimpianto? Maledetto? A ognuno la propria scelta. Qualcosa da ricordare di questo venti ventidue? Bella domanda, ma non balla. Almeno per quanto ci riguarda. Nel senso che, eccezion fatta per quello che proprio in questi giorni ha tenuto desta l’attenzione di coloro che hanno seguito col fiato sospeso le vicende relative alla scombiccheratissima pattuglia centrodestrorsa che guida la città, non riusciamo a mettere a fuoco altri momenti particolari. È andata come si sa ovvero con il quinto rimpasto di Giunta che, chissà, potrebbe risultare un record difficilmente battibile soprattutto perché centrato in appena tre anni e mezzo di consiliatura. Tutti felici e contenti? Bè, a stappare una squisita bottiglia di spumante - in chiaro anticipo rispetto alla mezzanotte di questa giornata che sin dalle prime ore del mattino ha iniziato a spargere l’accattivante profumo di lenticchie e cotechino - è toccato ai meloniani, rivelatisi unici ed assoluti dominatori della scena politica per aver dimostrato che, senza il loro apporto, il resto della sbrindellata Tedesco’s band non sarebbe riuscito a suonare una sola nota con il risultato che il sipario su un concerto, seppure atteso con ansia ed entusiasmo, non si sarebbe mai alzato. E chi ha incassato la sconfitta più bruciante? La risposta è fulminea come una lama di coltello a serramanico: il Primo Cittadino. Che ha dovuto bere il calice amaro dell’assegnazione degli assessorati a Francesco Serpa e Simona Galizia, guarda caso proprio ai due fatti fuori a suo tempo senza troppi complimenti e con la sola logica di soddisfare (evidentemente!) interessi di strapotere politico che altrimenti con (tutti) gli esponenti di Fratelli d’Italia sugli scranni della maggioranza (e alla guida di Csp) non si sarebbe potuto esercitare. Quindi? Al sindaco, chiamato a scegliere tra “mangi questa minestra o salti dalla finestra”, non è rimasto che dare il benservito a Barbieri e alla Di Paolo. Ai quali, ovvio, non è rimasto che prendere atto di una decisione apparsa, per molti versi, senza capo né coda. Domanda numero uno: a che è servito ricorrere a Barbieri se, a conti fatti, non gli è stato offerto neppure uno straccio di occasione per dimostrare di saper rivitalizzare Csp? Domanda numero due: non è forse surreale il licenziamento della Di Paolo, passata nel giro di una manciata di ore dall’elogio del consigliere comunale e metropolitano Giammusso per essere stata riconosciuta senza macchia nell’inchiesta riguardante alcuni procedimenti amministrativi del Comune, alla cacciata su due piedi? Insomma: se si pensa che in base a risoluzioni in larghissima parte cervellotiche è stato dilapidato un patrimonio di assessori con la A maiuscola quali Roscioni, De Paolis, Pietroni, Pescatori, Grasso e Riccetti, non rimane che strapparsi i capelli uno ad uno. Vabbè, per un passato che non può tornare ecco un presente chiamato 2023. Cosa c’è da aspettarsi? Inutile dare spazio alla solita lagna inneggiante
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