ALLUMIERE - Clima speciale sabato scorso alla Casa delle Arti che ha ospitato la presentazione del libro “Maschi contro Femmine” di Gianmarco Mecozzi. Un tuffo negli anni Ottanta, tra provincia, comunismo, calcio e relazioni, maschi e femmine, affrontati con lo sguardo ironico e disincantato dell’autore. Un appuntamento che non si è limitato al libro, ma ha aperto una finestra su un’epoca e sul modo di raccontarla. Dialogando con Mecozzi, il pubblico ha avuto l’occasione di conoscere anche Momo, la piccola casa editrice indipendente che porta avanti un progetto culturale fatto di libri, eventi, relazioni e ponti. Un approccio editoriale che punta sulle storie, sulle persone e sulla circolazione di idee. A rendere la serata ancora più intensa la musica di Michele Meloni, capace di creare un contrappunto emotivo che ha accompagnato le parole e il confronto, trasformando la presentazione in un momento condiviso e vivo. L’evento, realizzato in collaborazione con Femminile, plurale – Premio Letterario Allumiere e FORTE Festival, ha richiamato un pubblico numeroso e attento, desideroso di ascoltare e intervenire. A fine serata sono arrivate anche alcune riflessioni significative. Giulia Cerri ha parlato di un bellissimo esempio di collaborazione culturale, sottolineando l’importanza del lavoro condiviso tra associazioni e realtà del territorio: un’unione capace di generare serate autentiche e significative. Ha ringraziato inoltre Banda Amici della Musica per il supporto tecnico e Momo Edizioni per la presenza con il suo banchetto ricco di storie e spunti di lettura. Brunella Franceschini ha messo l’accento sul valore delle relazioni e del pensiero comune: la bellezza di ritrovarsi a dialogare di identità e futuro in un tempo che tende a dividere. Secondo lei, l’incontro è andato oltre il libro, trasformandosi in uno spazio politico e culturale dove la condivisione diventa già un atto di resistenza. Perché esistono ancora luoghi – fisici e mentali – dove è possibile pensare insieme, e forse è proprio da lì che si ricomincia. Un sentimento condiviso anche dal direttivo della Casa delle Arti, soddisfatto per una giornata intensa e partecipata, vissuta all’insegna della cultura, della collaborazione e della comunità. Il risultato? Un evento che ha messo in circolo idee, memoria, musica e relazioni. Una serata che ha fatto bene al territorio e alle persone che lo abitano. E che ha lanciato un messaggio chiaro: fare cultura insieme è possibile, necessario e profondamente bello.

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