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Il comune affida due parchi alla Prociv

Il comune affida due parchi alla Prociv

La decisione scaturita a seguito alla riacquisita disponibilità. E’ un uso improprio secondo una circolare ministeriale che stabilisce compiti e ruoli dei volontari 

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di TONI MORETTI

CERVETERI – Abbiamo molto parlato del nostro gruppo comunale di protezione civile e sempre con ngrande entusiasmo nel dare merito e plauso alle iniziative intraprese nel nostro paese per quanto riguarda la formazione e la diffusione del trasferimento della volontà nella popolazione di sentirsi “Protezione Civile” Lo abbiamo fatto quando si è realizzato il campo scuola dove ragazzi delle ultime classi delle scuole primarie e delle prime delle scuole secondarie, grazie alle capacità organizzative e tecniche hanno potuto prendere contatto con il concetto di solidarietà da nutrire verso il proprio simile in caso di bisogno ed in modo ordinato e organizzato. Hanno imparato a reagire e a saper spegnere fuochi improvvisi, hanno imparato tecniche primarie di rianimazione in attesa del personale medico e paramedico che sopraggiungesse, hanno imparato l’umiltà di dividere il posto letto, di gestire un campo, di provvedere a tutte le incombenze che questo richiedeva, dall’ordine alla pulizia. Hanno imparato a crescere e sono cresciuti. Ma c’è un limite, a nostro avviso, che non va superato per non incorrere in situazioni che possono configurarsi in palesi conflitti di interesse fino ad arrivare ad alterare dinamiche certe che possono intaccare i diritti dei lavoratori. Ora, l’idea di una città bella ordinata, pulita, solidale nella diffusione di principi di civiltà è di per se eccezionale ma configurare come “emergenza” vitale ogni volta che il meccanismo si inceppa, senza entrare nel merito delle responsabilità, e chiamare in soccorso la Protezione Civile ne passa e si corre il rischio di pretenderne un uso sconsiderato che rasenta l’illecito. Nella fattispecie, si fa riferimento a due episodi che si nsono registrati nei giorni scorsi a poca distanza di tempo l’uno dall’altro. Quando il comune è rientrato nella disponibilità dell’area verde denominata parco Fürstenfeldbruck,  in via Oscar Romero, oggetto di un accesso forzato nei confronti del privato a cui era scaduta da lungo tempo la convenzione, la guardiania, la cura l’assistenza degli animali presenti e la possibilità di fruire dello spazio da parte dei cittadini, camuffata da emergenza, fu affidata temporaneamente al nucleo comunale di Protezione Civile. In pratica i volontari verranno impegnati per l’apertura, la chiusura, la pulizia delle strutture la cura delle piante di ulivo presenti, lo sfalcio dell’erba che crescerà nonché il nutrimento delle dodici tartarughe d’acqua presenti, dei pesci rossi del piccolo laghetto e della cura delle due papere che al momento avevano appena deposto le uova. Ma se andiamo a leggere una disposizione ministeriale con la quale il Dipartimento richiama le finalità del Servizio Nazionale della Protezione civile che circa ‘‘la funzione e l’utilizzo delle forze di Protezione civile’’ dice: «… tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi o da altri grandi eventi, che determinino situazioni di grave rischio» e ammonisce chiunque coinvolga in modo illegittimo le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale della Protezione civile in alcune iniziative che non rientrano nell’ambito di operatività del servizio medesimo.
Secondo voi cari lettori, anche chi legge a stento o addirittura sillabando, riesce ad intravvedere la legittimità dell’utilizzo? Ma la storia si ripete anche con l’affidamento, sia pure temporaneo, di quello che sarà il parco Marco Vannini a Cerenova. Premesso che i due eventi non sono stati imprevisti immediati e catastrofici ma che rientrano nell’ottica della normale cura di aree comunali, previsti e prevedibili nei tempi e nelle dinamiche, non doveva provvedere l’amministrazione comunale a dotarsi di profili adeguati per il compito da svolgere ed alla giusta remunerazione, perché di lavoro comunque si tratta, se avesse dovuto ricorrere ad organismi estranei dai dipendenti comunali? C’era anche una partecipata da interessare eventualmente, perché ricorrere all’utilizzo di volontari che non devono essere in alcun modo remunerati ma che devono essere utilizzati per ben altre finalità? 


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