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Oltre 300 tonnellate di amianto abbandonato

Oltre 300 tonnellate di amianto abbandonato

Sembrava una piccola discarica a cielo aperto quella scoperta alla Buca di Nerone: si tratta di una bomba ecologica. Seport e Pmt Ecologia stanno procedendo alla bonifica dell’area. Un lavoro da circa 80 mila euro. Rinvenute lastre di copertura, tubazioni, canne fumarie interrate abusivamente nel corso degli anni

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CIVITAVECCHIA – Nessuno pensava di trovare una vera e propria bomba ecologica sotto la sabbia della Buca di Nerone. Si è partiti da una piccola discarica abusiva e invece, in questi mesi, sono state scoperte circa 300 tonnellate di amianto. Dal sequestro di marzo da parte del Roan della Gdf – su disposizione della Procura della Repubblica e alla luce di una segnalazione dell’Autorità Portuale – ad oggi le cose sono peggiorate.
«Era stata denunciata la presenza di una discarica – ha spiegato il direttore dei lavori Fabio Posocco della Pmt Ecologia, che con la Seport sta procedendo alla bonifica dell’area – al momento del sopralluogo, come da prassi, si sono svolti dei sondaggi nel terreno  che hanno portato alla luce una situazione drammatica: circa 300 tonnellate di amianto, nascosto in un’area di un metro di profondità e per oltre 300 metri di lunghezza. Lastre di copertura, tubazioni, canne fumarie e sfridi di amianto interrati nella sabbia». Oggi, sul posto, un tappeto di contenitori di plastica, chiusi ermeticamente, per evitare che le polveri si disperdano nell’ambiente, più di quanto non sia già avvenuto. Anni e anni di materiale interrato e nascosto, senza che nessuno se ne sia mai accorto. «nella sfortuna siamo stati fortunati – ha aggiunto Posocco – siamo in un’area demaniale e l’Authority è immediatamente intervenuta per la bonifica, dando mandato alla Seport e alla Pmt Ecologia di intervenire». Un lavoro da circa 80 mila euro. In una settimana sono state già smaltite circa 180 tonnellate di amianto; ancora una decina di giorni per le altre, che andra

Oltre 300 tonnellate di amianto abbandonato

nno poi trasferite in una apposita discarica in Toscana per lo smaltimento di rifiuti speciali. Difficile riuscire a risalire a chi ha scaricato tutto questo materiale: dalla stratificazione che si vede, infatti, si tratta davvero di anni e anni di abusivismo. Eppure nessuno sembra essersi accorto di nulla, nonostante sull’area si affaccino due palazzi e nonostante la zona sia frequentata da pescatori, diportisti e semplici cittadini. L’indagine ambientale della Procura, comunque, va avanti per cercare di ricostruire la vicenda.     

 

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