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Anche la politica a fianco dell'Ass.Pro.Ha.

Il sindaco Moscherini ha promesso che verificherà la questione per valutare possibili soluzioni

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PARCOCIVITAVECCHIA – «Lavorare al centro diruno “Arcobaleno” è un’esperienza irripetibile dove professionalità e affettività ci hanno permesso di crescere professionalmente e umanamente». Ne sono convinte le lavoratrici della struttura dell’Ass.Pro.Ha. che oggi ospita 30 ragazzi disabili, a rischio chiusura a fine mese. «Chi, come noi, svolge una professione di aiuto alle persone in stato di bisogno sa che le nostre conoscenze e competenze non possono essere finalizzate all’esclusiva produzione del reddito – hanno spiegato – altrettanto vero è che il nostro reddito va difeso perchè anch’esso finalizzato al poter vivere con dignità: la chiusura dell’Arcobaleno ci priverà del nostro lavoro e sarà motivo di regressione delle abilità acquisite dai ragazzi. Chiediamo alle istituzioni di mettere in campo ogni risorsa per mantenere vivo questo spazio e di attuare politiche finalizzate al benessere e all’attenzione comune». Anche la politica è scesa al fianco dell’Ass.Pro.Ha. per tentare scongiurare questa triste ipotesi. «Il Comune di Civitavecchia, mentre sperpera i soldi dei contribuenti con appalti, consulenze e contratti – ha sottolineato il capogruppo del Pd Marco Piendibene – taglia del 70% i fondi destinati a servizi sociali. Se non si troverà una soluzione l’Arcobaleno chiuderà i battenti e la colpevole indifferenza dell’Amministrazione Comunale non può passare sotto silenzio. Sproniamo il Sindaco ad attivarsi immediatamente presso la Regione Lazio, visto che non esiste un assessore ai Servizi Sociali, per reperire i fondi disponibili». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Prc, che punta il dito contro la Regione Lazio. «Evidentemente alla presidente Polverini ‘‘sta a cuore’’ solo parte della popolazione regionale, non i diversamenti abili del centro diurno ‘‘L’Arcobaleno’’ – ha spiegato la segretaria Valentina Di Gennaro – facciamo appello a tutte le democratiche e i democratici della nostra città, a tutti quelli che credono veramente che la diversità sia un valore aggiunto, che l’integrazione sociale e il recupero dei diversamente abili siano una priorità, affinchè venga finalmente assegnata la certificazione del centro diurno dell’Arcobaleno, riconoscendo tutte quelle figure che da anni portano avanti il centro con la fatica di chi non si risparmia». Il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà Gino De Paolis auspica l’apertura di un tavolo tra Comune e Regione. «Serve – ha spiegato – un’indicazione decisa sulle politiche sociali per non disperdere professionalità e impegno così fondamentali per i cittadini. Il mio appello va quindi alla Regione Lazio e anche al Comune di Civitavecchia, per considerare seriamente quanto sarebbe grave la ricaduta sul territorio se non vi fosse più un simile presidio di prossimità e un punto fermo di assistenza per le famiglie». Solidarietà arriva anche da Cgil, Cisl e Uil che si impegnano a sostenere tutte le iniziative «finalizzate – spiegano – a difendere e sviluppare il lavoro meritorio dell’associazione e a promuovere un’iniziativa finalizzata a pretendere importanti investimenti economici per un welfare locale concreto, moderno e solidale da basare, anche, su un lavoro di qualità, stabile e con diritti esigibili». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Moscherini che ha promesso di mettere in campo un’azione di verifica della situazione attuale dell’Arcobaleno, alla luce delle nuove norme che, di fatto, ne vanno a moltiplicare le spese. «Una situazione – ha chiarito – che va risolta con dei fondi ad hoc» che però il Comune, vista l’attuale situazione, non può garantire. Il primo cittadino si attiverà quindi per incontrare i responsabili dell’associazione e verificare la possibilità di coinvolgimenti probabilmente con privati ed aziende.


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