«Va premesso che nessuno vuole dare del bugiardo a nessuno, ma ci corre l'obbligo di documentare che quanto dichiarato dal presidente della Coser, Fabio De Santis, circa la richiesta di spazi acqua mai formulata da questa società, non corrisponde per nulla alla realtà. Come si può notare dalle allegate documentazioni, la scrivente società ha rispettato in pieno quanto scritto e pervenuto dall'Ufficio Sport comunicando nei tempi stabiliti all'Ati Maratona le proprie necessità, senza avere riscontro alcuno. Prima di rilasciare dichiarazioni sarebbe opportuno informarsi meglio al fine di evitare figuracce e dare una distorta versione dei fatti».

Sapevamo che presto saremo tornati ad occuparci della questione della piscina di via Maratona, con Coser e Nautilus che sono tornate a battibeccare, questa volta in merito alla richiesta di spazi acqua da parte della società di pallanuoto femminile, che interviene nuovamente sulla questione, con la pubblicazione di alcune mail. Una di queste è stata inviata dal Comune alle associazioni sportive, nella quale veniva chiesto all’Ati Maratona (e quindi anche alla Coser) di spiegare entro il 10 ottobre quali decisioni sarebbero state assunte in merito agli spazi acqua messi a disposizione delle società. Quindi la Nautilus ha pubblicato la pec inviata all’Ati Maratona e al Comune, dove chiedeva di potersi allenare di mercoledì e di venerdì dalle 20.45 alle 21.15, postando anche la ricevuta di consegna, che si ha in questi casi. Questo accadeva il 9 ottobre. Non avendo ricevuto nessuna risposta, la Nautilus ha inviato una nuova mail, questa volta indirizzata all’Ufficio Sport del Comune e direttamente al delegato allo Sport, Patrizio Pacifico, dove spiegava di essere ancora in attesa di un riscontro.

«Non possiamo far altro che rimarcare e constatare – si legge nel messaggio spedito dalla Nautilus – la totale mancanza di rispetto per le atlete e per le loro famiglie, in particolare perché stiamo parlando di settore giovanile. Ancora una volta vediamo una gestione dell’impiantistica natatoria che mette sempre più in rilievo figli e figliastri. Quindi la richiesta fatta lo scorso 9 ottobre non ha più ragione di esistere, per dare continuità alle nostre attività abbiamo dovuto affittare degli spazi a Viterbo, aumentando ancora di più il disagio delle nostre ragazze. Ci riserviamo di prendere parte ai prossimi incontri tra Comune e associazioni sportive, decidendo di volta in volta».

Il giorno dopo è arrivata la risposta di Palazzo del Pincio, attraverso la funzionaria Bruna Luce. «L’associazione e la gestione degli spazi rientra nelle competenze del gestore – si legge nella missiva – viste le momentanee situazioni di difficoltà, ci siamo messi a disposizione per ascoltare e raccogliere le esigenze, pur non essendoci nessun obbligo, al fine di favorire una distribuzione equilibrata e condivisa degli spazi. Questa disponibilità non può essere interpretata come un’ingerenza o come una presunta gestione di parte, né tantomeno un atto discriminatorio verso qualcuno. Respingiamo qualsiasi allusione a trattamenti preferenziali, in quanto totalmente infondata e lesiva del lavoro svolto con impegno, imparzialità e trasparenza. La collaborazione deve sempre basarsi sul reciproco rispetto e sulla volontà di trovare soluzioni costruttive, evitando polemiche che non giovano al movimento».

Ovviamente siamo a piena disposizione del Comune e dell’Ati Maratona, qualora volessero chiarire la vicenda.

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