Il campionato è pronto a ripartire e in casa Nautilus cresce l’attesa per l’inizio del girone di ritorno. Dopo una lunga sosta, la squadra tornerà in vasca sabato 7 febbraio alle 14 a Viterbo contro le campionesse in carica dell’Orizzonte Catania. Ne abbiamo parlato con il presidente del club verdazzurro Alberto Braccini.

Che girone di ritorno dobbiamo aspettarci dalla Nautilus?

«Veniamo da una sosta lunga, ma utile. È stato concesso un breve periodo di riposo alle ragazze per ricaricare le energie fisiche e mentali, ma il lavoro non si è mai fermato: abbiamo continuato ad allenarci intensamente sia in acqua che in palestra. Mister Daniele Lisi e il preparatore atletico, professor Ronconi, hanno dovuto rivedere i piani di carico e rimodulare parte della preparazione, ma il gruppo ha risposto nel modo migliore.

Le ragazze sono molto motivate e credo che nel girone di ritorno daranno davvero tutto quello che hanno. Abbiamo chiuso l’andata in netta crescita rispetto alle prime uscite. Non va dimenticato che per l’80% delle atlete si tratta della prima esperienza in Serie A1: è normale che con il passare delle giornate aumentino sicurezza e dimestichezza con il campionato.

La società è pienamente soddisfatta del lavoro svolto, anche perché viene portato avanti in una situazione di continua emergenza, con sacrifici enormi dovuti ai continui spostamenti giornalieri. Mi aspetto grinta e dedizione: sono certo che le ragazze non tradiranno le aspettative».

Quanto sarà importante l’apporto di Leticia Belorio? Sta già entrando nel gruppo, seppur a distanza?

«Leticia ha già iniziato a conoscere il gruppo: è in contatto costante con le ragazze e con lo staff tecnico. Avendo giocato la scorsa stagione in Ungheria, siamo in attesa del previsto transfer LEN, dopodiché potrà aggregarsi al gruppo».

«È un’atleta molto giovane, ma già apprezzata a livello internazionale. Mister Lisi saprà inserirla nel migliore dei modi e metterla subito nelle condizioni di rendere. Il suo apporto sarà importante, ma sempre all’interno di un lavoro di squadra: se sostenuta dal gruppo, potrà darci grandi soddisfazioni. E su questo non abbiamo dubbi».

Capitolo impianti: PalaGalli e Via Maratona. Partiamo dal PalaGalli

«Personalmente non credo che il PalaGalli riaprirà nelle tempistiche comunicate dall’Amministrazione Comunale, quindi nel mese di marzo. Le notizie apparse sugli organi di stampa sono state molteplici e spesso contrastanti. Apprendiamo, tramite una nota dell’Amministrazione, che i lavori starebbero procedendo regolarmente: le vetrate sono arrivate, ma non ci sono operai in cantiere perché starebbero lavorando presso le strutture della ditta appaltatrice.

A mio avviso c’è molta confusione e poca chiarezza. Nei giorni scorsi, secondo quanto ci risulta, c’è stato un incontro tra la ditta esecutrice e alcuni consiglieri metropolitani, e non sembra che la situazione sia esattamente quella descritta dal delegato allo sport.

I nodi da sciogliere sono molti: quali lavori competono a Città Metropolitana? Vetrate e UTA sono solo una parte dei problemi. E le caldaie? Il pontone rotto? La vasca che perde? La struttura del soffitto in legno deteriorata dall’umidità? Chi sosterrà questi interventi? Si parla di un bando che, se i tempi non verranno rispettati, rischia di essere ormai fuori tempo massimo. Ripeto: molta confusione e pochissima chiarezza. Non è il rispetto che meritano le società e, soprattutto, la città».

E per quanto riguarda l’impianto di Via Maratona?

«Colgo l’occasione per togliere ogni dubbio: parteciperemo al bando appena uscito. Qualche mese fa siamo stati invitati dall’Ufficio Sport a indicare al gestore gli orari in cui avremmo potuto allenarci con le nostre bambine, parliamo di ragazze tra i 10 e i 13 anni.

Dal gestore non abbiamo mai ricevuto risposta sulle modalità di utilizzo e, soprattutto, sui costi. Abbiamo segnalato la situazione all’Ufficio Sport, che si era fatto garante di un accordo tra le società. Il risultato è stato il nulla: mi duole dirlo, ma di fatto se ne sono lavati le mani, accettando il silenzio della società che gestisce l’impianto comunale.

Questa dovrebbe essere l’idea di sport e inclusione? Le nostre ragazzine, con enormi sacrifici delle famiglie, continuano ad allenarsi alle 21 a Tarquinia. Lo stesso trattamento è riservato ai bambini della NC. Serve un netto cambio di rotta, maggiore attenzione e soprattutto imparzialità da parte dell’Amministrazione Comunale, se non si vuole rischiare che una disciplina come la pallanuoto, che ha fatto la storia sportiva della nostra città, scompaia».

Guardando al futuro: il progetto Nautilus andrà avanti?

«Il progetto Nautilus andrà avanti comunque. Ci saranno probabilmente alcuni aggiustamenti a livello dirigenziale, ma l’obiettivo resta quello di migliorarsi sempre. Questa società è nata e cresciuta grazie a sacrifici enormi, anche personali».

L’aspetto impiantistico avrà un ruolo fondamentale nelle scelte future, questo è innegabile. Ma la volontà è chiara: continuare ad aggiungere tasselli e portare avanti un progetto che guarda allo sport, alle ragazze e al futuro».

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