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CIVITAVECCHIA – «Mentre il porto di Civitavecchia consolida la sua leadership come primo scalo crocieristico in Italia e secondo in Europa, all'ombra delle grandi navi bianche si consuma un paradosso tutto professionale. Se da un lato i flussi turistici promettono stagioni da record, dall'altro le condizioni di lavoro degli accompagnatori turistici — il vero volto dell'accoglienza per migliaia di visitatori — scivolano verso una precarietà fatta di infrastrutture carenti e accordi sempre più sbilanciati». La denuncia arriva da Agilo, Associazione Nazionale Guide ed Accompagnatori turistici, intervenendo sulla situazione lavorativa degli accompagnatori turistici nel porto di Civitavecchia.
«Il quadro che emerge dalle recenti dinamiche non descrive più una libera negoziazione, ma una progressiva erosione della stabilità finanziaria del professionista. Ad oggi – spiegano dall’associazione - la categoria denuncia di trovarsi talvolta ad operare sotto una sorta di "ricatto professionale", con tariffari last-minute che vengono presentati come un "effetto sorpresa" a pochissime settimane dall'inizio della stagione, lasciando i lavoratori senza alcun margine di manovra o pianificazione. Si registra un comportamento profondamente scorretto da parte di alcune agenzie che pretendono standard qualitativi elevatissimi senza offrire in cambio alcuna serietà, stabilità o garanzia. Sebbene specifiche proposte contrattuali siano state avanzate da singoli soggetti, il malessere riguarda quasi l'intero comparto ed il settore dei Tour Operator operanti in porto deve impegnarsi per imporre a chi utilizza pratiche che minano la dignità del lavoro e la trasparenza dei rapporti di evitarle del tutto. Questa tendenza si manifesta anche nell'imposizione di compensi definiti "onnicomprensivi", che caricano sulle spalle dell'accompagnatore ogni onere, spesa o rischio legato alla giornata lavorativa, anche su ambiti totalmente estranei alla propria competenza. In alcuni casi, si pretende per assurdo che il professionista si faccia carico di ogni possibile perdita economica dell'agenzia attraverso clausole vessatorie che richiedono una protezione totale verso richieste risarcitorie, sanzioni o danni reputazionali derivanti dai reclami degli ospiti. L'associazione Agilo evidenzia come tali pretese trasformino il professionista nel parafulmine di ogni disservizio, contrastando nettamente con l'Art. 42 del Codice del Turismo, secondo cui la responsabilità oggettiva per l'esatta esecuzione del pacchetto ricade esclusivamente sul Tour Operator organizzatore».
In questo scenario critico, centinaia di operatori stanno prendendo coscienza del proprio valore e della necessità di tutelare la propria professione.« La leadership di Civitavecchia non può reggersi sulla svendita di competenze certificate e anni di esperienza. Con il supporto di Agilo – hanno sottolineato – la categoria chiede ora il rispetto di standard di dignità già in vigore presso altri porti italiani, nella convinzione che un servizio di prestigio per i crocieristi non possa prescindere dal riconoscimento del valore di chi li accompagna quotidianamente sul campo. È ormai indifferibile la convocazione di un tavolo di confronto che veda seduti insieme l'Amministrazione Comunale, l'Autorità Portuale, i Tour Operator, le Agenzie di servizi e i rappresentanti dei professionisti. L'obiettivo comune deve essere quello di affrontare le criticità logistiche e contrattuali prima che il "modello Civitavecchia" diventi un esempio negativo per tutto il Mediterraneo».



