“Benvenuti a Casa Viterbo”. È il saluto con cui la sindaca Chiara Frontini ha accolto i viterbesi che hanno risposto in maniera molto partecipata all'invito per l'inaugurazione dello spazio culturale e sociale a San Faustino. L'apertura del concept - allestimento curato dall'architetto e assessore Emanuele Aronne - domenica in una giornata simbolo. «Il 9 novembre, una data non casuale. - ha spiegato la prima cittadina - È il giorno della caduta del muro di Berlino perché Casa Viterbo abbatte i muri e costruisce ponti». Con la sottolineatura: «Nessun simbolo che richiami movimenti o partiti, questo è un laboratorio di idee e di aggregazione aperto alla città e ai cittadini».

Una data simbolo e una “scelta precisa” quella di aprire la Casa a San Faustino. «Un quartiere che è luogo identitario, di cui si parla solo per raccontare fatti negativi. E noi da qui vogliamo invertire la narrazione. La presenza di Casa Viterbo può fare la differenza per una strategia duratura di contrasto al degrado».

Una strategia che passa da uno spazio che sarà animato dal lunedì al venerdì con una serie di corsi gratuiti. Con un calendario in parte definito che già da oggi, martedì 11 novembre, propone alle 16 un corso di yoga adatto a tutti, domani alle 17 ginnastica posturale, poi in date da definire recitazione cinematografica con due appuntamenti distinti per under e over 16, seminari e workshop di attività artistiche e culinarie, e laboratori per bambini e ragazzi da 4 a 14 anni. Le informazioni sul calendario e su come iscriversi ai corsi reperibili sulla pagina Facebook e su Instagram di Casa Viterbo. Aronne ha spiegato il concept: «Una suggestione che nasce dall’idea di realizzare uno spazio civico capace di adattarsi a tutte le situazioni. Si entra nella “piazza” coperta con panchine, lampioncini e un’esposizione di quadri e sculture di artisti locali che si rinnoverà ogni mese. Poi la stanza delle idee che ospita l’area di svago e la biblioteca, che può essere arricchita anche da chi frequenterà questo luogo, e il giardino, a disposizione di tutti e che soprattutto nella bella stagione sarà un perfetto palcoscenico per spettacoli e iniziative proposte dai cittadini».

Giardino che domenica ha fatto da cornice all’esibizione di un quartetto d’archi, della performance dell’attore Piermaria Cecchini che ha letto un brano tratto da “Le città invisibili” di Italo Calvino e ai saluti istituzionali del presidente della Provincia Alessandro Romoli e del vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi. Plauso all’iniziativa dal vertice di Palazzo Gentili «perché quando si dà voce ai cittadini si trova la capacità di fare sintesi tra l’azione amministrativa e le istanze della comunità. Aprire uno spazio, un punto di ascolto in questo quartiere è segnale di attenzione per intercettare i bisogni della gente». Anche l’esponente regionale Panunzi ha espresso apprezzamento per aver scelto San Faustino: «Luogo azzeccato. Spero sia uno spazio di confronto nel rispetto anche di posizioni diverse, dove suggerire idee ed elaborare progetti che poi possano essere messi a terra. Perché le idee ci sono ma il difficile è poi riuscire a concretizzarle». Concludendo la cerimonia inaugurale, Chiara Frontini ha ringraziato la folla per «la partecipazione straordinaria, una risposta immensa da parte dei viterbesi che vogliono riprendersi la città. E auspico che “Ci vediamo a Casa Viterbo” possa diventare un modo di dire consueto di ogni cittadino per darsi appuntamento in questo spazio di aggregazione sociale e culturale».