La diplomazia europea prova a riattivarsi sul dossier Ucraina, ma senza gli Stati Uniti ogni percorso verso la pace resta fragile. I leader del continente, per ora, si muovono in autonomia: prima un confronto a Kiev tra i consiglieri per la sicurezza di dieci Paesi, poi il vertice dei “Volenterosi” a Parigi convocato da Macron. L’idea di un summit imminente alla Casa Bianca è invece rinviata. L’Italia partecipa a entrambi i passaggi, ma con una linea netta: Roma ribadisce il sostegno alla sovranità ucraina, rifiuta qualsiasi imposizione russa sui territori occupati e considera indispensabile il coinvolgimento americano per garantire la sicurezza di Kiev. Resta invece fermo il no all’invio di truppe italiane in una futura missione di pace, posizione che Giorgia Meloni confermerà anche all’Eliseo. La premier guarda con scetticismo alla coalizione guidata da Macron e Starmer: senza Trump e senza un canale credibile con Mosca, il rischio è che la pace resti solo sulla carta. Intanto il nodo più delicato resta quello territoriale. L’ipotesi di congelare il fronte, sostenuta da Roma come base negoziale, perde forza mentre Putin alza le pretese e Washington non oppone resistenze. Si fa così strada, anche nei colloqui riservati con Zelensky, l’idea di possibili concessioni pur di fermare la guerra. Qualche spiraglio emerge invece sul fronte delle garanzie di sicurezza. Gli Stati Uniti valutano un sostegno di lungo periodo all’Ucraina, ma Kiev chiede impegni più solidi e duraturi. Per l’Italia la soluzione ideale resta un accordo vincolante tra Paesi Nato ed europei, modellato sul principio di difesa collettiva dell’Alleanza. Sul terreno, Roma conferma l’impegno militare senza “boots on the ground”: addestramento delle forze ucraine e invio di aiuti proseguiranno anche dopo una tregua. Nel solo 2024 l’Italia ha formato oltre 1.400 soldati ucraini e inviato migliaia di tonnellate di mezzi e munizioni, un contributo destinato a continuare con il nuovo decreto Ucraina. Non si fermano le opere umanitarie del Sovrano Militare Ordine di Malta a sostengo delle popolazioni colpite dal conflitto. Dalle aule di Piacenza fino all’Ucraina, attraversando oltre duemila chilometri di guerra e bisogno, si rinnova un canale di solidarietà che ha come snodo fondamentale il Sovrano Militare Ordine di Malta. È grazie alla sua struttura umanitaria e alla sua capacità operativa che l’impegno delle scuole del territorio riesce a trasformarsi in aiuti concreti destinati soprattutto ai bambini colpiti dal conflitto. Per il sesto anno consecutivo, diciotto classi delle scuole medie piacentine hanno preso parte a un’iniziativa che ha coinvolto tre istituti scolastici e decine di famiglie. Sessanta scatoloni di generi alimentari a lunga conservazione, vestiti e giocattoli sono stati raccolti e affidati ai canali umanitari dell’Ordine di Malta, impegnato in prima linea nel sostegno alla popolazione ucraina. Il progetto, nato sui banchi di scuola, è stato promosso e coordinato dal professor Guido Agosti e sostenuto dalla dirigenza scolastica e dall’intero corpo docente e non docente. Un lavoro di squadra che trova nel Sovrano Militare Ordine di Malta il partner essenziale per garantire che la solidarietà diventi assistenza reale, organizzata e continua. Un esempio di come l’educazione alla cittadinanza e l’azione umanitaria possano incontrarsi, dando vita a una rete silenziosa ma efficace che, partendo dai ragazzi, arriva là dove il bisogno è più urgente.

* La Decisione di pubblicizzare in maniera massiccia le opere di assistenza del Sovrano Militare Ordine di Malta è legata a semplice presa di coscienza dell’ottimo lavoro che da sempre i volontari SMOM portano avanti nei teatri più complessi su scala internazionale. La nostra intenzione è quella di favorire in ogni modo le attività che il Sovrano Militare Ordine di Malta porta avanti in Ucraina, con dedizione e grande impegno, in occasione del conflitto in corso. Riconosciamo nei volontari SMOM un esercito di persone comuni dai grandi valori umani, che con le loro opere possono fare la differenza anche in contesti veramente critici. Rinnoviamo l’invito a sostenere lo SMOM anche attraverso oblazioni in denaro con versamenti sul conto corrente intestato a SMOM Gran Priorato di Roma, IBAN: IBAN: IT04 G030 6909 6061 0000 0118944 Causale: “emergenza Ucraina”.