Milano, 19 feb. (Adnkronos) - "Non vi è stato alcun trattamento indebito di dati personali: nel computer dello studio Bellavia Ferradini, i cui contenuti sono stati illecitamente copiati dalla ex collaboratrice Varisco, vi sono relazioni di consulenza tecnica svolte dal professionista su casi complessi e fondate su allegati che - in quanto oggetto del lavoro del commercialista - venivano tenute nellarchivio storico dello studio". Lo ribadisce in una nota l'avvocato Luca Ricci, difensore di Gian Gaetano Bellavia, indagato dalla Procura di Milano per violazione della legge sulla privacy, e ieri interrogato dai pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo ai quali ha ricostruito "esaurientemente i fatti" e chiarito "la correttezza" del proprio operato. Nel computer del commercialista Bellavia, consulente di diverse Procure e della trasmissione Report, come in quello in uso a Valentina Varisco - accusata di avergli trafugato un milione di file - "non vi erano assolutamente documenti non restituiti allesito degli incarichi giudiziari" e i documenti oggetto di appropriazione "sono quelli in formato digitale utilizzati nonché allegati alle relazioni di consulenza tecnica e tenuti - in quanto lavori dello studio - nellarchivio storico dellattività professionale". Inoltre, "Esula del tutto, nel caso di specie, un trattamento dei dati per finalità estranee a quelle legate allincarico professionale o consulenziale. Ne vi è stata alcuna divulgazione" si legge nella nota difensiva. La conservazione era organizzata "per evitare accessi non solo dallesterno ma anche dallinterno" dello studio professionale, "purtroppo però la condotta illecita ed infedele descritta nelle imputazioni è stata realizzata proprio dalla collaboratrice che aveva la delega ad occuparsi dei sistemi informatici".